Roma Capitale, in arrivo la riforma dei Municipi

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Entro dieci giorni Roma Capitale dovrebbe vedrà il nuovo statuto e la riforma dei municipi, che da 19 diventeranno 15 in ossequio a quanto previsto da uno dei decreti legislativi delegati su Roma Capitale.

La danza inizierà domani quando in aula Giulio Cesare verrà votato lo statuto. La conferenza dei capigruppo ha stabilito che non ci saranno emendamenti d'aula ma solo quelli già discussi dalla commissione Riforme istituzionali, anche se il termine per la loro presentazione è scaduto lo scorso 28 febbraio.

Contrariamente a quanto si è detto nei mesi scorsi, le votazioni non saranno due in altrettante sedute non consecutive e con una maggioranza di due terzi, ma solo una sempre con una maggioranza di almeno due terzi. Approvato lo statuto, l'intenzione di una buona parte dell'Assemblea è quella di avviare subito la discussione della riforma dei municipi. Siccome, anche in questo caso, non ci saranno emendamenti d'aula, la riforma che verrà votata sarà quella proposta. Così verranno accorpati i municipi I e XVII insieme al parte del IX fino all'anello ferroviario.

Altri accorpamenti riguarderanno il IX con il X; il II col III e il VI col VII. Inoltre i municipi saranno rinumerati (e avranno l’obbligo di dotarsi di un nome entro dodici mesi), anche se per le prossime elezioni comunali accanto alla nuova numerazione sarà segnalata anche la vecchia con la dicitura “ex”. I tempi sono stretti, infatti domenica scade il termine oltre il quale il prefetto di Roma può intervenire ed effettuare lui stesso la riforma dei municipi, ma l’impressione è che altri quattro giorni di tolleranza dovrebbe venir concessi. Oltre non si può andare perchè alla Prefettura occorrono circa 70 giorni per riorganizzare la rete delle sezioni elettorali coinvolte nella riforma dei municipi, infatti le lezioni si svolgeranno il 26-27 maggio.

Nonostante l’unanimità dei capi gruppo qualche voce solleva ancora dei dubbi. Il Consigliere Athos De Luca, ad esempio, ritiene insensato accorpare e frazionare (come nel caso del IX Municipio), i 19 Municipi nell’imminenza di una consultazione elettorale, mentre per legge si dovrà in futuro smontare l’attuale assetto per costituire le Città Metropolitane. Quindi, secondo De Luca, il Ministro degli Interni dovrebbe rinviare il riordino dei Municipi alla loro costituzione.

La discussione in consiglio di lunedì sera era stata piuttosto animata dagli interventi dei consiglieri contrari "all’ammucchiata" bipartisan sullo statuto, fra questi Monica Cirinnà e Maselli. Nel corso della seduta il presidente Pomarici ha tentato di allontanare forzatamente il radicale Riccardo Magi che consigliere non è ma aveva espresso la sua opinione. A quel punto Pomarici sospendeva, la seduta ormai deserta, mentre Magi rimaneva calmissimo e seduto compostamente al suo posto. Una brutta figura non tanto per il presidente quanto per l'istituzione che rappresenta.

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