Il nervosismo di Alemanno: polemiche dopo la puntata di Ballarò

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Martedi sera a Ballarò e per la seconda volta, dopo la trasmissione di Barbara D'Urso su Canale5 di due domeniche fa, Gianni Alemanno non ha saputo trattenere il suo nervosismo di fronte alle obiezioni sollevate dal candidato e imprenditore Alfio Marchini in merito al coinvolgimento di personalità della sua Amministrazione in vicende giudiziarie.

«Chi ha sbagliato pagherà» è stato il mantra ripetuto ossessivamente dal sindaco, il quale, fra l’Imu abolita ed Equitalia bandita, faceva notare che ormai gli inquisiti erano tutti fuori dalla sua Amministrazione. E’ evidente che la provocazione di Marchini mirava a stanare il sindaco sulla vicenda di Riccardo Mancini detenuto e accusato di essere il tramite di tangenti non solo sui filobus Menarini, ma più in generale per i rapporti ancora poco chiari con Finmeccanica coinvolta nella costruzione delle metropolitane.

Negare che Mancini sia stato il cassiere di Alemanno, almeno per la sua campagna elettorale del 2008, sarebbe risultato molto difficile ad Alemanno, peraltro legato da personale e lunga amicizia con l'ex ad di Eur spa proprio per quel filo nero che lega numerosi personaggi della sua Amministrazione. Inoltre dover stroncare il potente amico con un semplice «se ha sbagliato paghi» sarebbe stato non solo imbarazzante, ma addirittura rischioso dato il forte carattere di Mancini che sino ad oggi non ha coinvolto altri nella sua vicenda.

Ma Alemanno, nel suo impeto purificatorio, non ha detto nemmeno tutta la verità perché un altro cassiere, quello della sua fondazione Nuova Italia, non solo è vivo e vegeto, ma percepisce ancora alcune centinaia di migliaia di euro in qualità di amministratore alla società capitolina Multiservizi. Parliamo di Panzironi, rinviato a giudizio con altri dirigenti attualmente ai loro posti, per la vicenda della parentopoli Ama.

Tornando alla trasmissione di Floris, ha suscitato anche il disappunto di un escluso. Si tratta dell'altro candidato, Sandro Medici della lista Repubblica Romana, che raccoglie oltre al Prc spezzoni della sinistra e movimenti di base. Ieri Medici ricordava la sua scelta «di correre fuori dalla coalizione Pd-Sel» perché non crede che «questo centrosinistra sia in grado di offrire una reale prospettiva di sollievo per le fasce sociali più colpite dalla crisi». Ma soprattutto se la prendeva con Alemanno che in trasmissione non solo lo aveva accomunato a Ignazio Marino (assente dal talk show), ma aveva sprezzantemente definito Sandro «quello che occupa le case».

Di qui la sua reazione: «Al sindaco 'postfascista' – ha ribattuto – mi sarebbe anche piaciuto spiegare la differenza tra chi occupa una casa perché non sa dove dormire, visto che ci sono migliaia di cittadini in condizioni di povertà e chi requisisce uno stabile sfitto da lungo tempo e in mano a grandi proprietà come banche e istituti finanziari (come Medici fece in passato da presidente dell'ex X Municipio, ndr)».

Per di più quando, come stabilito dalla Cassazione, la requisizione «è uno strumento amministrativo di cui si possono servire prefetti e sindaci per dare un tetto a chi non lo ha». Ma per Alemanno tutti gatti sono rossi.

G.L.

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