Disoccupazione al 10,8%: record negli ultimi dieci anni

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Un mercato del lavoro in difficoltà, con numeri quasi tutti al negativo. Colpa di un’economia, quella del Lazio, che stenta a riprendersi e si caratterizza, nel 2012, per la riduzione dei consumi delle famiglie, un evidente calo degli investimenti da parte delle imprese e il rallentamento dei prestiti erogati. Il rapporto della Banca d'Italia sull’economia del Lazio nel 2012, presentato ieri alla Luiss, fotografa poi la situazione della regione anche sul versante occupazionale.

Una situazione che rispecchia il momento difficile del Paese, ma che nel Lazio non si era mai registrata così forte. E’ proprio la disoccupazione il dato più allarmante: se nel complesso tocca il 10,8 per cento (dato regionale più alto degli ultimi dieci anni) è a livello giovanile, nella fascia che va dai 25 ai 34 anni, che il numero dei senza lavoro raggiunge il 16 per cento. «Il numero delle persone occupate si è ridotto di circa il 2% – spiega il rapporto – con le unità di lavoro a tempo pieno che hanno segnato un’ampia contrazione, vicina al 4%, risentendo dell’aumento della cassa integrazione e del lavoro part-time».

Al tempo stesso chi è rimasto ancora inserito nel circuito del lavoro ha dovuto in molti casi fare i conti con meccanismi di ammortizzazione sociale. La cassa integrazione, ad esempio, è aumentata passando da 70 a 86 milioni di ore, corrispondenti a quasi il 3% dell'occupazione dipendente nella regione. Particolarmente colpiti i settori dell’industria e delle costruzioni, che hanno visto rispettivamente ridursi del 15% le unità di lavoro a tempo pieno nell'industria e del 6% nelle costruzioni». Quanto alla riduzione dell’attività le industrie del Lazio mostrano una diminuzione del 4%, con meno del 60% di esse che hanno registrato utili in bilancio (contro il 26% che hanno invece dichiarato perdite).

Il rapporto evidenzia le difficoltà delle piccole e medie imprese, mostrando «un calo della produzione marcato nel settore aerospaziale, più lieve nella farmaceutica e in quello delle ceramiche sanitarie». Il settore che più risente delle condizioni economiche sfavorevoli è quello delle costruzioni, sia nell’ambito edile sia in quello prettamente immobiliare. Secondo il rapporto «nel 2012 si è accentuata la caduta del mercato immobiliare del Lazio. Le compravendite d'immobili sono diminuite di un quarto rispetto all'anno precedente, così come si sono ridotti gli investimenti in opere pubbliche».

Sul mercato del credito crollano i finanziamenti alle imprese, grandi e piccole (-3 per cento). Tra gli altri elementi evidenziati, oltre alla riduzione dei mutui e prestiti erogati, la sofferenza nel settore dei brevetti, che si riducono a livello regionale, e la spesa privata in ricerca in sviluppo (mentre resta buona quella proveniente dai centri di ricerca pubblici). Ultimo baluardo contro la crisi sono le esportazioni, che seppur meno cospicue che in passato, danno respiro all’economia regionale: il Lazio è infatti «tra le regioni con la più elevata integrazione internazionale. Gli investimenti verso l’estero pesano per il 55% sul Pil regionale mentre continua lo studio – gli investimenti in entrata sono inferiori al 30%».

Cq