Campidoglio, pronta la squadra di Marino

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E’ stato il valzer dei “no”. Ma tra giri di poltrone e piroette politiche la composizione della giunta Marino è ormai cosa fatta. Il mosaico si avvia alla soluzione e domani la squadra dovrebbe essere ufficializzata. Il punto di svolta è stato lo stop imposto da Grillo a un possibile ingresso nella squadra di governo capitolina da parte del Movimento Cinque Stelle romano, che poche ore prima si era detto disponibile.

Oggi pomeriggio Marino ha nuovamente incontrato in Campidoglio una delegazione di Sel, e al termine della riunione è arrivata la conferma da parte del coordinatore del partito per l'area metropolitana di Roma, Giancarlo Torricelli: «Tutto quello che ci siamo detti negli scorsi giorni è stato confermato e resta valido», a cominciare dal nome di Luigi Nieri, l'unico esponente della formazione di Nichi Vendola virtualmente sicuro di un posto in Giunta, con la probabile carica di vicesindaco.

Poi è stata la volta di Patanè, che dopo il colloquio con il sindaco ha parlato di "quadra trovata". Per quanto riguarda gli assessori esterni si parla di Flavia Barca alla Cultura, del presidente del Comitato paralimpico, Luca Pancalli (che resterebbe anche alla guida del Cip, le due cariche infatti non sono incompatibili), a Stili di vita e Sport, del professore di Roma Tre, Giovanni Caudo, all'Urbanistica – ancor più dopo la fresca rinuncia di Marina Dragotto – e di Alessandra Cattoi, consigliera del sindaco, alla Scuola. Tommaso Antonucci al Bilancio e Guido Improta ai Trasporti.

Considerando uno scranno per Rita Cutini (alle Politiche sociali), al Pd andrebbero quindi per ora quattro posti, tre prenotati da Paolo Masini (Lavori pubblici), Daniele Ozzimo (Casa) ed Estella Marino (Ambiente) e l'ultimo, liberato dal 'no' di Lorenza Bonaccorsi, che probabilmente verrà occupato da Marta Leonori: la deputata, direttrice della fondazione ItalianiEuropei e presidente dei democratici del Lazio, avrebbe accettato la proposta del sindaco e di conseguenza lascerebbe il suo scranno alla Camera. Al suo posto così subentrerebbe il lettiano Marco Di Stefano. Alla Leonori la delega al Turismo e Commercio. Il sindaco Marino nel pomeriggio aveva precisato di «non aver mai chiesto alcuna alleanza al Movimento Cinque Stelle, abbiamo semplicemente continuato a proporre il nostro metodo, chiedendo di presentare curricula di persone valide».

«Beppe Grillo dimostra per l'ennesima volta d'essere il padre padrone di un movimento utile solo a se stesso e al suo protagonismo distruttivo e demagogico. Le parole usate contro il Movimento 5 Stelle di Roma che stava aprendo un dialogo programmatico e non politico con il sindaco Ignazio Marino confermano che Grillo sa offrire agli italiani e oggi ai romani solo rabbia e denigrazione – scrivono in un comunicato congiunto il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra, e il reggente del Pd Roma, Eugenio Patanè.

«La proposta del sindaco Marino andava nella direzione di aprire ad una nuova esperienza amministrativa e di servizio per una città come Roma che deve e vuole voltare pagina – continua la nota. In questo nuovo quadro è evidente che è impossibile ogni tipo di confronto programmatico con chi dimostra di avere come priorità un chiaro disegno di distruzione. Il Pd, come ribadito più volte, garantisce al sindaco la piena autonomia e il più profondo rispetto per le scelte conclude la nota – nella composizione della sua squadra di governo che Roma attende per aprire una nuova stagione».