Campidoglio, ecco la giunta delle novità

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Giornata nervosa quella di ieri per il sindaco Ignazio Marino alle prese con gli ultimi ritocchi per la sua giunta. Ritocchi è solo un eufemismo se si pensa che sino a martedì notte al Bilancio veniva dato per certo Tommaso Antonucci, già dirigente regionale ai tempi di Marrazzo, mentre ieri dal cilindro spuntava un'altra quota rosa nella persona di Daniela Morgante magistrato della Corte dei Conti. E pensare che qualche agenzia verso le 17 aveva messo in dubbio la nomina del renziamo Guido Improta già sottosegretario nel governo Monti e oggi felicemente approdato all'assessorato ai Trasporti.

Certo di nomi ne erano circolati tanti in questi giorni, forse troppi, ma martedì pomeriggio la squadra era grosso modo definita, mancava solo il tassello del bilancio. Alle 18 l'annuncio ufficiale di Marino. Certamente una partita difficile per un sindaco che aveva offerto un assessorato al Movimento 5Stelle, sdegnosamente rifiutato per bocca del comico carismatico, risparmiando qualche mal di pancia alla coalizione vincente.  Ma tant'è. A ben vedere il compromesso e la trattativa politica fra le diverse componenti  della maggioranza c'è stata, nè poteva essere altrimenti nonostante qualcuno insista sul fatto che Marino è un irregolare, alieno dalla politica tradizionale. Irregolare fin che si vuole, ma suicida proprio no.

Anche lui ha dovuto fare i suoi bravi compromessi lasciando per strada ad esempio la veneta Dragotto destinata all'urbanistica per ripiegare (o forse no)  sul docente di Roma Tre Giovanni Caudo. Urbanista, ben visto dai comitati anti cemento, ma sicuramente non amato dai costruttori.  Questo esempio, in fondo, dimostra che, alla fine della fiera,  la giunta a sua immagine e somiglianza Marino l'ha avuta. Non con quei nomi di alto profilo nei quali aveva sperato, ma con una robusta pattuglia di tecnici professionalmente inattaccabili come la Morgante e lo stesso Improta.

E poi, nonostante qualche nome bruciato, il sindaco per quadrare il cerchio ha impiegato lo stesso tempo che Alemanno impiegò nel 2008. Con la differenza che Marino il 50% di quote rosa l'ha rispettato con scrupolosità quasi maniacale. Succede allora che se il Pd non fa la parte del leone, riesce comunque a piazzare in giunta 3 eletti in Consiglio: Paolo Masini, molto vicino a Zingaretti, assessore ai Lavori pubblici, Daniele Ozzimo, di fede dalemiana, alla Casa e Estella Marino che, recordwoman delle preferenze, va all'Ambiente e giardini con l'appoggio dell'ex segretario del Pd capitolino Marco Miccoli.

Poi c'è una esterna  che al Pd fa riferimento: Flavia, la sorella di Luciano Barca, astro emergente alla sinistra Pd  che si occuperà della Cultura. Anche luigi Nieri, già assessore al Bilancio con Marrazzo, rientra nel pacchetto dei 'politici' ma siccome Sel di assessori ne voleva 2  gli viene affidato la poltrona di vice sindaco che vale il 'doppio' grazie, si dice, al diretto intervento di Niki Vendola. Da aggiungere che Masini e Ozzimo lasciano il posto a due fra i primi dei non eletti in Consiglio, fra i quali l'ex consigliere provinciale zingarettiano Marco Palumbo. Poi ci sono le due fedeli collaboratrici di Marino. La prima, Alessandra Cattoi, che lo segue da anni e ha curato le relazioni esterne della sua campagna elettorale, meritandosi l'assessorato alla Scuola.

L'altra, Marta Leonori che lo assiste sin da quando era con lei alla Fondazione Italiani/Europei di D'Alema, lascia il suo scranno parlamentare al lettiano Di Stefano per l'assessorato al Commercio. Infine Rita Cutini, sponsorizzata dal mondo cattolico di prima linea come la comunità di Sant'Egidio e Caritas, va al sociale. Fra gli esclusi, almeno per ora , il torinese  Roberto Tricarico che i media vedevano già alla segreteria del sindaco, delicatissimo incarico, un tempo appannaggio dell'indimenticabile Lucarelli con Alemanno, e oggi va all'ex consigliere regionale Enzo Foschi, di rito zingarettiano ortodosso. Candidato alla presidenza dell'aula Giulio Cesare sarà invece Mirko Coratti. Nominato all'unanimità capogruppo del Pd Francesco D'Ausilio. Curiosamente fra i nomi proposti non ne risulta alcuno che faccia riferimento alla componente di Dario Franceschini.

Soddisfatto il sindaco Marino. «Sono orgoglioso e soddisfatto di questa giunta, – ha detto alle agenzie – una giunta composta per metà da donne, fatta di persone molto competenti, ognuna scelta con molta attenzione sulla base della sua formazione e della sua competenza, professionalità, della sua passione e del suo entusiasmo per l'area che gli è stata assegnata. Sono molto contento di aver potuto chiamare alla guida dell'assessorato al Bilancio Daniela Morgante, magistrato della Corte dei conti che ha lavorato anche con Bce, Consob e Banca d'Italia: una donna giovane e molto preparata che sono sicuro riuscirà ad aiutare moltissimo la città grazie alle sue competenze.  Una giunta – ha spiegato Marino – che è stata scelta da me sulla base del rapporto fiduciario e nel nome del lavoro di squadra, perchè per far vincere e rinascere Roma non bastano solo tante persone preparate, ma devono essere pronte a giocare in una squadra e non da sole, e noi le abbiamo scelte con questo obiettivo». Domani pomeriggio alle 14.30 ci sarà la prima convocazione della nuova giunta di Roma Capitale. La riunione si svolgerà a porte chiuse poi un incontro con la stampa.

Giuliano Longo