Marino: «Abbiamo il dovere di ridare alla città un ruolo internazionale»

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«Nel 2012 a Roma si è verificato un calo dell'8% dei consumi culturali. Leggiamo meno libri, andiamo meno di frequente a teatro o al cinema, rinunciamo a un concerto. Un dato shock per la cultura e il turismo della Capitale d'Italia». Queste la parole del sindaco di Roma, Ignazio Marino, in occasione dell'assemblea generale di Federculture che si è svolto questa mattina in Campidoglio. «A fronte di questa realtà – ha aggiunto il primo cittadino – Roma ha il dovere e l'obbligo di tornare a dare la meritata dignità alla sua storia, al suo patrimonio storico e archeologico, ai suoi musei, alle sue opere d'arte e alle sue prestigiose Istituzioni culturali. Ha il dovere e l'obbligo di recuperare un ruolo internazionale di prestigio».

«Berlino, Birmingham, Manchester o Barcellona sono solo alcuni esempi di città dove le politiche culturali hanno portato progresso e maggior benessere. Se la National Gallery, il Louvre e il Metropolitan di New York guadagnano bene e producono un grande indotto, a Roma dobbiamo fare lo stesso. Anzi, meglio. Fino a qualche anno fa sarebbe stato assurdo pensare che Berlino superasse Roma per presenze turistiche, eppure è successo – ha spiegato il primo cittadino -. Nel 2012 la città tedesca ci ha sorpassato. E questo perchè in Germania si è lavorato molto sugli investimenti, ponendo l'industria culturale come motore centrale di sviluppo. Per questo se da una parte abbiamo il dovere di dare corpo all'energia creativa giovanile della nostra città, dall'altra non dobbiamo distogliere la nostra attenzione da quanto Roma già produce in campo artistico e culturale».

«Le istituzioni che fanno produzione culturale ci sono e sono importanti – ha aggiunto Marino -. Penso all'Auditorium Parco della Musica, al PalaExpo, solo due esempi della vasta offerta a Roma, realtà conosciute e stimate in tutto il mondo. Ma a Roma iniziative di grande respiro e vivacità come l'Estate romana, ideata da quel genio che fu Renato Nicolini, sono state nel tempo indebolite. Lo stesso è accaduto per la Festa del Cinema, che nel tempo si è appassita. E il Teatro dell''Opera ha poche aperture di sipario, la metà circa del Teatro alla Scala di Milano. Sono esempi su cui rifletter».

«Il mio intento e quello della mia Giunta è di riportare la cultura in tutti i quartieri della città. Dal centro alla periferia. È quello di decentrare e sostenere le iniziative esistenti e di crearne delle nuove. Sarà indispensabile l'impegno di tutti, del pubblico e del privato, perchè si possa giungere a risultati che mettano insieme le risorse migliori della città – ha aggiunto il primo cittadino -. Possiamo farlo con iniziative che non hanno nulla di straordinario ma si basano solo sul buon senso, come l'uso dei grandi spazi non utilizzati e in stato di degrado per favorire lìinterazione tra creatività, innovazione, formazione e produzione culturale. Oppure i bandi per la concessione di immobili di proprietà comunale per officine creative». (DIRE)