Lazio, la Regione gestirà il “Cem”: salva la struttura con oltre 100 disabili gravi

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Il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha firmato oggi l'accordo con la Croce Rossa Italiana per mantenere in vita il Centro di Educazione Motoria di via Ramazzini. Si porta finalmente a conclusione la vicenda annosa del centro all'interno del quale sono assistite un centinaio di persone gravemente disabili di cui 45 in regime assistenziale residenziale, 16 semi residenziale, 32 ambulatoriale estensiva e 19 ambulatoriale. Il centro nell'ultimo periodo ha conosciuto gravi difficoltà nella gestione tanto da rischiare la chiusura con tutte le pesantissime conseguenze per gli assistiti e i loro familiari. Per evitare questo rischio la Regione si è fatta carico della gestione della struttura. I locali, di proprietà della Croce Rossa Italiana, sono stati dati in comodato d'uso gratuito dal Presidente Provinciale Flavio Ronzi, che si è dichiarato commosso per questa firma e il riconoscimento di questo servizio molto importante per il territorio, gli utenti i loro familiari che per tre anni sono rimasti nell'incertezza e nella preoccupazione.

Infatti, come poi spiega il direttore amministrativo della Asl Roma D Alessandro Cipolla, l'azienda sanitaria ha verificato la possibilità di ricollocare i pazienti in altre strutture ma non si sono trovati altri centri disponibili e così, in mancanza di alternative valide, e grazie alla disponibilità di Croce Rossa e Regione si è trovata una soluzione in grado di garantire sia i disabili che i lavoratori. Via Ramazzini ricade nel territorio del Municipio XI (ex XV) il cui presidente, Maurizio Veloccia, si è impegnato da tempo nel sostenere sia le famiglie dei disabili che gli operatori: “Il problema drammatico – racconta Veloccia – era soprattutto per i genitori più anziani dei disabili ospitati stabilmente nella struttura, al limite della disperazione perchè non sapevano che fine avrebbro fatto i propri cari e mi sento in dovere di ringraziare le istituzioni qui presenti che sono riuscite a mantiene la struttura senza trasferire i malati”.

Secondo il presidente Zingaretti quello del Cem “é uno di quei casi dove oltre alla testa ci si mette il cuore per risolverlo: ringrazio la stampa che mi ha segnalato la questione e il dottor Cipolla che si è ritrovato a sbrogliare la matassa. Grazie al riaccreditamento delle strutture ora il caso è risolto e si avvia una fase nuova, con i disabili e le famiglie che riconquistano serenità dopo aver vissuto la vicenda con timore perchè sono i deboli a pagare il prezzo”. Zingaretti prosegue affermando che “per noi il Cem è un altro tassello che si aggiunge alle emergenze già affrontate quali quelle dell'Idi, del Santa Lucia e del San Raffaele e ringrazio Alessio D'Amato che è il motore di tutto questo.” Il presidente poi ci tiene a precisare che è necessario trovare soluzioni strutturali perchè non si può vivere per altri 5 anni in emergenza: “Noi stiamo lavorando per uscirne con l'integrazione delle aziende di Sanità Pubblica per spendere meno e il ridisegno delle linee guida che dal 2007 erano ferme.

Abbiamo avviato un percorso di innovazione: entro questa settimana presenteremo i risultati del bando che per la prima volta in Italia sperimenta un metodo di selezione per scegliere i direttori delle Asl non per nomina politica ma in base alle competenze; da settembre  avremo la Legge quadro che sarà un grande strumento di pianificazione per costruire un nuovo modello regionale che ora non c'è”. Ultimo punto quello che Zingaretti definisce  “il problema dei problemi” che è quello dei  lavoratori precari: “E' stravagante che non si sa quale sia il numero esatto dei precari della sanità e quindi affronteremo il problema una volta per tutte con un censimento e la proposta al Governo  di un processo di stabilizzazione e di reintegro”.

Silvio Talarico