Ancora casette in fiamme al campo rom di Castel Romano: allarme sicurezza

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Errare è umano, perseverare è diabolico. Un proverbio che calza a pennello con il campo rom di Castel Romano, dove proseguono imperterriti incendi, faide familiari e devastazioni.

Con i duecento serbi, scappati e accampati ormai da settimane in via Salviati, numerosi moduli abitativi di via Pontina sono sguarniti e prede quotidiane dei vandalismi dei nomadi rimasti all’interno dell’insediamento. Nell’ultimo fine settimana addirittura cinque le casette date alle fiamme, una venerdì e quattro domenica notte: sul posto, come al solito, gli agenti della polizia locale di Roma Capitale e gli idranti dei vigili del fuoco.

Scene che si ripetono costantemente dall’inizio di giugno e che hanno vissuto una escalation nella parte finale del mese e in questo esordio di luglio. Attualmente il “bollettino di guerra” parla di 21 strutture polverizzate e una situazione di degrado e insicurezza diffusa, che le istituzioni non riescono proprio a stoppare. Nonostante sopralluoghi e monitoraggi. Servono decisioni politiche immediate e un nuovo piano di integrazione sociale da parte del Campidoglio: la settimana appena iniziata potrebbe portare novità importanti.

Dai municipi IV e IX si attendono dunque comunicazioni, cosi come nel villaggio autorizzato di Castel Romano dove gli operatori delle cooperative sociali e molti tra gli addetti ai lavori si sentono ormai abbandonati, costretti a convivere giornalmente con gli scheletri polverizzati dei moduli abitativi. E sommariamente parlando, si potrebbe azzardare già la prima stima economica dei danni: considerando infatti che il costo di una casetta si aggirerebbe intorno ai 30mila euro, moltiplicando tutto per 21, potrebbero essersi registrati danneggiamenti per oltre mezzo milione di euro. Vedremo se i numeri ufficiali lo confermeranno.

Marco Montini