Roma, il sindaco va in bici ma RpR assume autisti

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Si era a pochi giorni dal ballottaggio e Alemanno si dava un gran da fare per assumere gente, un po’ qua ed un po’ là, nelle municipalizzate. Tecnica antica di conquista del consenso. Ma un fatidico 30 maggio 2013 Risorse per Roma, società capitolina già nota da almeno quattro anni per la “manica larga” in fatto di assunzioni, fece partire ben 106 lettere aprendo le porte a nuovi ingressi in un’azienda che ha già in organico quasi 600 persone, di cui 469 impiegati, 84 quadri e 12 dirigenti. Di questi 106 fortunati, 23 erano ex dipendenti della società Italeco (oggi in liquidazione) che per un periodo avevano lavorato con Gemma spa, (fornitrice di servizi per il Campidoglio, successivamente fallita).

Sin qui un’opera buona, si potrebbe obiettare. Ma il vero regalo riguardava gli altri 83 che avevano rifiutato un’offerta di inserimento all’interno di Multiservizi, la controllata di Ama, per sbarcare nella società amministrata da Domenico Kappler. Pochi giorni dopo Ignazio Marino vince le elezioni, taglia il parco delle auto blu e invita gli assessori, unanimemente consenzienti, ad usare la propria vettura mentre lui imperversa in bicicletta. Un segno di sobrietà della politica ma anche un modo per risparmiare, almeno apparentemente, in un momento di grande penuria per il Comune.

Gaudio dei media vicini al sindaco, ma la macchina che governa Roma è complessa e qualcuno, ahimè, continua a largheggiare. E’ appunto il caso di Risorse per Roma che degli autisti non può proprio farne a meno tanto che in questi giorni ne avrebbe assunti un po'. Lo confermerebbe una lettera che l'Ugl, sindacato non propriamente comunista, ha inviato rispettivamente all'amministratore delegato Domenico Kappler, al presidente Marco Daniele Clarke e a quell’Alfredo Tirrò che da membro del Cda si fece assumere come dirigente ricoprendo oggi l'incarico di capo del personale. Nella missiva si chiede un «incontro urgente per spiegazioni inerenti alle nuove assunzioni effettuate in questi giorni senza nessuna comunicazione alle organizzazioni sindacali…». Non solo, ma il sindacato chiede anche «…l’elenco dei nuovi assunti dal gennaio 2011 ad oggi, a tempo indeterminato e determinato…» con il pratico intento di vederci chiaro sulla politica delle assunzioni di questi ultimi anni.

La faccenda non è di poco conto perché il sindaco sta rimettendo in discussione la governance di tutte le controllate capitoline prevedendo l'istituzione di un amministratore unico, che nel caso di RpR richiederebbe una revisione dello statuto in tempo non breve.

Si allunga dunque la permanenza di Kappler e dei suoi tutti di nomina alemanniana? Si vedrà, ma intanto la controllata pompa 19 milioni all'anno di stipendi, oltre 4 milioni di oneri sociali e oltre un milione per il trattamento di fine rapporto. Per un totale vicino ai 25 milioni anno che sono uno sproposito rispetto ai 38 milioni di costi di produzione.

E pensare che RpR potrebbe cadere sotto la scure della spending review trasferendo le sue funzioni agli uffici comunali esistenti. Sarà pure una questione di “governance”, come si usa dire oggi con perfetto accento oxfordiano, ma forse basterebbe verificare cosa succede veramente in RpR.

Giuliano Longo