Sanità, lavoratori Usb protestano sotto la Regione

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Sono circa duecento i lavoratori della sanità aderenti all’Unione sindacale di base che questa mattina hanno protestato a Roma davanti la Regione Lazio "per dire basta a tagli, chiusure e licenziamenti nel servizio regionale".

Lo sciopero indetto per oggi dall’Usb è un anticipo di ciò che accadrà il prossimo 22 luglio, data in cui è stato fissato lo sciopero generale della sanità.

La richiesta è una: aprire un tavolo con la nuova Giunta regionale perché "al cambiamento politico non ha corrisposto un cambiamento delle condizioni di vita di noi lavoratori".

Tante le bandiere e gli striscioni affissi fuori dai cancelli, tra cui: “Per la difesa della sanità pubblica assunzioni subito”, “No ai licenziamenti”, “Tirate fuori gli stipendi”.

Il responsabile sanità dell’Usb Lazio, Sabino Venezia, ha spiegato che "noi con questo sciopero intendiamo porre all’attenzione della Giunta quello che al momento non si sta realizzando. La cosa che ci preoccupa di più è che nelle aziende si stanno facendo una serie di gare per nuovi appalti. Intanto stiamo assistendo a chiusure, carenze di personale, non si può andare avanti così".

"Chiediamo quindi l’apertura di un tavolo in Regione – ha aggiunto Venezia – ci devono dire cosa vogliono fare rispetto al servizio pubblico e se considerano il privato accreditato un’appendice funzionale al pubblico o se diventa elemento prioritario nella gestione del servizio sanitario. Non si può continuare a temporeggiare. A Villa Tuscolana, per esempio, è oltre un anno che i lavoratori non prendono lo stipendio. È inaccettabile".

(foto Dire)