Cecchignola, aumenta il cemento ma mancano i servizi

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L'origine dei problemi che affliggono Cecchignola Sud-Castello della Cecchignola (ribattezzata così per il vicino castello medievale) è comune a molti altri quartieri di edilizia popolare costruiti a Roma.

Una recente trasmissione di Rai 2 ha denunciato la situazione di questi quartieri nei quali vengono costruite le case senza le opere di urbanizzazione, nonostante la legge obblighi i costruttori a realizzarle prima di avere le concessioni edilizie.

Cecchignola Sud fu costruita tanto tempo prima, quando comunque la Legge Bucalossi imponeva ai costruttori l'onere delle urbanizzazioni, ma nella maggior parte dei casi strade, fogne illuminazione, verde e servizi scolastici rimanevano di là da venire, mentre i palazzoni si tiravano su e ci si infilavano dentro le persone senza, strade, fogne, luce, gas o acqua potabile.

Come se non bastasse gli ex proprietari dei terreni sfruttarono gravi lacune da parte dei funzionari comunali che non perfezionarono l'esproprio, per fare un ricorso che ha riconosciuto loro un risarcimento di svariati milioni di euro. Di fronte alla mancanza di urbanizzazioni i comitati succedutisi negli anni sono riusciti, dapprima a creare una stradina e un parchetto con una sottoscrizione solo dopo altri lunghi anni sono arrivate le fogne, la strada, l'illuminazione e un parchetto più grande.

Un'associazione locale ora, nell'imminenza di nuove contestate costruzioni in zona, richiede l'ampliamento delle strade e la costruzione delle scuole mai arrivate: ad appoggiare l'iniziativa è il vice presidente della Regione Olimpia Tarzia che ha presentato una interrogazione al Presidente Zingaretti “sugli interventi che l'Amministrazione regionale intende adottare, in collaborazione con Roma Capitale, per sanare le ferite che riguardano il Piano di Zona”.

Ricettexroma auspica che l'interrogazione a risposta scritta trovi rapido riscontro in Aula da parte della Giunta Zingaretti e soprattutto che, d'intesa con il sindaco Marino e l'assessore Caudo, si possa raggiungere la definitiva soluzione ai problemi che affliggono il quartiere, ma balza agli occhi il riferimento nell'interpellanza a una petizione consegnata il 7 marzo 2012 all'ex sindaco Alemanno, lo stesso che con Polverini-Ciocchetti-Carlino hanno approvato le nuove edificazioni senza preoccuparsi di portare prima i servizi previsti nel Piano Regolatore e nella stessa delibera di Alemanno e Corsini del 2009.

Se infine si pensa che Carlino ancora mentre era in Regione aveva già piazzato qui li punti vendita, si capisce come gli interessi particolari prevalgano sempre su quelli comuni. L'arrivo di altri abitanti avrebbe gravi ripercussioni sulla viabilità di zona e sui servizi già oltremodo in crisi o del tutto assenti come le scuole.

Silvio Talarico

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