Cotral, il degrado delle pensiline e la rovina dei mezzi

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Le inefficienze del Cotral sono da tempo sotto gli occhi di tutti: disagi, ritardi, mezzi vetusti, fermate fantasma di certo non rendono onore al primo vettore in Europa di autolinee di trasporto pubblico extraurbano. Un colosso, la società per azioni a maggioranza regionale, che “offre” ogni anno i suoi servigi a milioni di utenti, coprendo quasi 12mila km in tutto il Lazio con 9mila corse giornaliere e un parco autobus di 1600 unità. Colosso della quantità ma anche gigante della scarsa qualità: chiedere ai pendolari per credere.

E il polverone mediatico alzatosi in queste settimane intorno al cda dell’azienda non hanno fatto altro che confermare un clima di tensione e di tutti contro tutti. Nervosismo poi rientrato alla base, ma pur sempre latente. L’ultima capitolo della saga si è sviluppato sulle 14esime da sborsare ai dipendenti, che insieme al consigliere di minoranza nel Cda Libanori il primo luglio hanno protestato (una ventina di persone ma senza sindacati) sotto la sede Atac, accusata dall’uddiccino «di appropriazione dei fondi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio Metrebus per 50 milioni di euro». Situazione che avrebbe messo nella condizione Cotral, «di non pagare alla sua scadenza naturale mensilità ai lavoratori». Assioma smentito dal presidente De Vincenzi, che ha subito assicurato il pagamento degli arretrati, spiegando che il ritardo delle 14esime non è legato al solo debito di Atac.

Concetto sottolineato poi da Atac stessa, secondo cui è la Regione a dover mettere ordine e sbloccare i fondi, in modo che la situazione torni alla normalità. Un po’ quanto nelle intenzioni di Zingaretti, che nei giorni della bagarre Atac-Cotral ha annunciato l’erogazione di 32 milioni di euro alla Cotral per consentire all'azienda regionale di tamponare le perdite. I pendolari dunque incrociano le dita e fanno gli scongiuri affinchè parte di questo finanziamento, oltre a tappare il buco di bilancio, magari rappresenti il primo sintomo di risveglio della compagnia su gomma, ancora in coma quanto a qualità dei servizi. Pullman obsoleti e sporchi sono la punta dell'iceberg di un sistema di trasporto che fatica a decollare in termini di standard moderni: innumerevoli non a caso le lamentele dei cittadini.

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È vero che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma il problema c'è e si trascina da svariati anni senza soluzioni concrete. A questo si aggiunge la mancanza di infrastrutture idonee come i famosi “bus-stop”, spesso inesistenti o in condizioni indicibili. L’esempio lampante è il tratto di Appia Nuova, che da Albano va a Santa Maria delle Mole: in poco più di 6 km sono presenti 8 fermate, equamente distribuite su i lati della carreggiata, dove predominano pensiline arrugginite e prive di sedili, segnaletica sbiadita, marciapiedi precari e utenti costretti a sostare sul guard-rail. Tuttavia qualche orizzonte sereno è pur visibile ed è proprio De Vincenzi a tratteggiarlo: «Stiamo lavorando all'approvazione della macrostruttura che prevede un ridimensionamento delle attuali direzioni e il conseguente ridimensionamento del numero dei dirigenti. Con questa operazione – dice il presidente a Cinque – si potrà avere un risparmio di circa il 50% della spesa attuale per i dirigenti.

Da Cotral Patrimonio spa è stata poi avviata la gara d'appalto per l'acquisto di 200 nuovi pullman che saranno disponibili entro i primi mesi del prossimo anno e andranno a risolvere diverse criticità. Intanto cerchiamo di tamponare la situazione col dialogo e la collaborazione dei sindacati. La questione, insomma, è complessa ed è complicata dai limiti imposti dalla spending review e dai recenti tagli delle risorse per il trasporto pubblico stabiliti dallo Stato», chiosa De Vincenzi.

Marco Montini