Il grido dei costruttori: «Dal 2010 spariti 14mila posti»

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«L’industria edile capitolina sta concretamente dissolvendosi”. E’ la lapidaria affermazione del presidente dell’Acer, Edoardo Bianchi che ha reso noti i dati dell’ultimo semestre e il confronto con gli ultimi due anni in occasione della presentazione del numero speciale della rivista dell’Ance Lista, dedicata alle “idee e soluzioni” per rilanciare l’economia regionale valorizzando il sistema industriale edile regionale e alla presenza del vicepresidente del vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e dei presidenti delle cinque associazioni provinciali.

Dal 2010 ad oggi a Roma – ha spiegato «hanno perso il lavoro più di 14.000 operai e sono scomparse più di 1.800 imprese, con un calo rispettivamente del 30,1%% e del 20%. Sono crollate anche le ore lavorate, diminuite del 31,1% contro una media regionale del 32,4%, passando da 25 milioni e 56mila a 17 milioni e 269mila». Un’erosione di aziende che si traduce in una scomparsa di posti di lavoro e una perdita per l’economia di tutto il territorio.

«Non c’è tempo da perdere – sottolinea ancora una volta Bianchi – senza interventi immediati molte imprese rischiano di chiudere definitivamente dopo la pausa estiva, andando ad alimentare una disoccupazione che ha raggiunto ormai livelli di guardia anche dal punto di vista della tenuta sociale». Entrando nel dettaglio l’associazione dei costruttori ha registrato nel semestre ottobre 2012-marzo 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la scomparsa dai registri della Cassa edile il 9,4% delle imprese. Un blocco di 774 imprese regolari che non operano più lasciando persone senza lavoro e più spazio all’economia illegale. Direttamente collegata alla scomparsa delle imprese è la riduzione degli operai registrati alla Cassa edile: in questi sei mesi l’ente ha visto ridurre del 14,6% degli gli operai iscritti, una percentuale che corrisponde a 5.610 lavoratori.

Stesso discorso per i lavoratori stranieri che hanno perso l’impiego collegato al settore: si tratta di 2.719 persone. Quali allora le soluzioni prospettate dai costruttori alle istituzioni, loro principali interlocutori? Secondo il presidente Acer, «contemporaneamente, se dovessimo dare un suggerimento ai nuovi amministratori della città li inviteremmo a guardare a tre ambiti prioritari ed emergenziali. Innanzitutto la manutenzione delle strade, perché fondamentale per garantire sicurezza, qualità e decoro urbano per i cittadini e i milioni di turisti che visitano Roma. In secondo luogo le scuole, perché la loro sicurezza e qualità funzionale sono una questione di civiltà. Infine – conclude Bianchi – la questione abitativa che va finalmente risolta, dando una risposta concreta ad una emergenza che cresce di giorno in giorno e che riguarda migliaia di famiglie che non riescono ad accedere al mercato».

Cq