Sanità, al via protesta dei medici davanti al Ministero

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Sono circa un centinaio i medici, dirigenti sanitari e veterinari che stanno prendendo parte davanti al ministero dell’Economia al sit-in indetto da diciotto sigle sindacali nel giorno dello sciopero generale della sanità.

I motivi della protesta, che vede oltre 115 mila medici e veterinari dipendenti e 20 mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del Ssn incrociare le braccia su tutto il territorio nazionale per quattro ore all’inizio di ciascun turno, sono riassunti in 8 punti: difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale; stabilizzazione dei precari e l’occupazione dei giovani; riforma della formazione medica pre e post laurea; legge specifica sulla responsabilità professionale; diritto a contratti e convenzioni e il ripristino delle prerogative sindacali; un sistema di emergenza urgenza efficace, dignitoso, sicuro; definizione di livelli essenziali organizzativi; una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari.

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Nei giorni scorsi le sigle aderenti allo sciopero (Anaao Assomed, Cimo Asmd, Aaroi Emac, Fp Cgil Medici, Fvm Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo Ascoti Fials Medici, Uil Fpl Medici, Sds Snabi, Aupi, Fp Cgil Spta, Uil Fpl Spta, Sinafo, Fedir Sanità, Sidiriss, Ugl Medici e Federspecializzandi) avevano incontrato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, chiedendole di "non ignorare la protesta", ma di sforzarsi "a ricercare in ogni sede possibili soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema".

Il segretario regionale del Lazio dell’Anaao Assomed, Donato Antonellis, ha spiegato che "le manovre economiche degli ultimi anni e i provvedimenti sulla sanità, fondati su tagli lineari, hanno provocato ripercussioni sul sistema dell’offerta dei servizi. Ma le ragioni della protesta sono anche per i contratti bloccati e la mancata tutela assicurativa dei medici".

(foto Dire)