Nodo municipalizzate, anche l\’Ama nel mirino del sindaco

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La prossima sarà Ama. La squadra dei capigruppo della maggioranza ha intenzione di rimettere mano a tutte (o quasi) le aziende del Comune. E quella della municipalizzata dei rifiuti è una delle partite più importanti.

«Innanzitutto perché si parla di un tema molto caldo per la città – spiega Gialuca Peciola di Sel – e poi perché vogliamo cambiare rotta in un'azienda legata troppo al passato. Bisogna guardare la futuro, alla differenziata e all'uso di nuovi strumenti per sconfiggere questa crisi». Si "galleggia" ancora sul piano finanziario grazie a un piccolo utile di 2,3 milioni di euro. «Ma gli scontri tra il management e il collegio dei sindaci – si leggeva ieri su Repubblica.it – sono ormai evidenti e nell'ultima relazione allegata al bilancio 2012, l'organo di controllo ha stigmatizzato il comportamento della dirigenza indicando casi di errori gravi nella gestione dell'azienda».

Si parla di un debito accumulato di 1,3 miliardi di euro. Poi c'è tutta la questione legata al servizio che sul territorio fa acqua da tutte le parti. Il mese di giugno si è aperto con un improvviso calo della raccolta con il risultato che l’immondizia è tornata sulle strade. Per la prima volta alcuni mezzi sono rimasti fermi nei depositi perché manca il gasolio. Infine sono in ritardo alcune gare per lo smaltimento dei rifiuti e del cdr. «Abbiamo chiesto più volte che venisse fatta chiarezza sul perimetro dell'azienda che si occupa dei rifiuti, dalle sue potenziata alla reale situazione debitoria – aveva scritto qualche mese fa Alfredo Ferrari. Sono arrivate sempre rassicurazioni che ora si mostrano palesemente false, come recupero di circa 20 milioni di euro da evasione fiscale o, peggio ancora, come gli ipotetici vantaggi che Ama avrebbe avuto dalla cessione in suo favore dell'ex Centro Carni. Un'operazione, quest'ultima, che – oltre ad essere un flop per l'azienda – ha sottratto un'area alla valorizzazione pensata per i cittadini. Della fallimentare politica gestionale targata Alemanno, ora ne pagano le conseguenze i lavoratori».

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Operazioni che non sono piaciute al sindaco, che ora ragiona sulle sostituzioni. Le ultime voci parlano di Barbara Contini, l'ex membro del commissariato Onu in Iraq passata dal Pdl al centrosinistra, alla presidenza e Roberto Tricarico, il fedelissimo di Ignazio Marino ancora senza incarichi ufficiali, amministratore delegato.

La terza tappa del piano di revisioni potrebbe interessare Roma Metropolitane. La polemica sullo stallo dei cantieri non è piaciuta affatto all’Amministrazione Marino che ora vuole velocizzare tutte le procedure. Poi c’è la questione delle consulenze. 300.000 euro l’ultima spesa. «In un momento in cui la crisi economica priva i cittadini di un servizio pubblico accettabile come il trasporto e i lavoratori di condizioni dignitose – commentano i sindacati – non si può continuare a lasciare aperto il vaso di Pandora colmo di inefficienze, sperperi e indecenze».