Improta-Broggi: l’Atac nelle mani di due manager

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La sorte della società di trasporto pubblico più disastrata d'Italia, l’Atac de Roma, è nelle mani di due manager al di fuori, almeno apparentemente, dai giochi e dai palazzi del potere e della finanza capitolina. Finalmente, dirà qualcuno, se non fosse che lo stile manageriale dell’assessore ai Trasporti Guido Improta e del nuovo amministratore delegato di Atac Danilo Broggi suscita qualche apprensione nel sindacato. Almeno nella Cgil per l’eventualità che questi due manager si mettano di buzzo buono per liberalizzare, se non proprio privatizzare, l'azienda, secondo l'italico criterio che il privato ci guadagna e al pubblico restano le cosiddette bad companies piene di debiti pagati regolarmente dai contribuenti o dai lavoratori a spasso.

Lo spettro di Alitalia incombe ancora su Roma ceduta da Berlusconi ai coraggiosi capitani padani. Che poi i nostri due quotati manager abbiano di fronte una montagna di debiti (almeno di due miliardi) sotto i quali non farsi seppellire è pure una triste e indubitabile realtà. Eppure notevoli sono le differenze fra l'assessore ed il nuovo ad perché, ad esempio, Improta di palazzi del potere romano non è poi così digiuno, anzi. Così scorrendo il suo curriculum si scopre che già nel 2000 assumeva la direzione generale dell'Azienda di Promozione Turistica del Comune di Roma, ma soprattutto dal 2006 entrava a far parte del Gruppo Alitalia in qualità di Responsabile delle Relazioni Istituzionali e nel 2011 veniva nominato Responsabile delle Relazioni con il Territorio e le pubbliche amministrazioni dopo aver goduto di un cursus honorum che lo vide nel secondo governo Prodi ricoprire l'incarico di Capo dell'Ufficio Legislativo del Vicepresidente del Consiglio con delega al Turismo e ai Grandi Eventi chiamato direttamente dall'allora vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli.

Infine nel novembre 2011 approda come sottosegretario di Passera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Monti. Allora qualcuno tirò in ballo una sorta di incompatibilità della carica a sottosegretario ai Trasporti visto che lo stesso presidente dell'Alitalia Colaninno lo aveva nominato responsabile per le Relazioni Istituzionali allo scopo di «favorire la tutela degli interessi del Gruppo presso le autorità nazionali, le istituzioni centrali e le amministrazioni locali». Ma la cosa morì lì anche perché il manager non era persona chiacchierata forse perché non ha mai vantato quel profilo di super tecnico che oggi qualcuno vorrebbe attribuirgli.

Volendo proseguire in questa sorta di “vite parallele” che oggi si dipartono dalla capitale tocca vedere chi è Danilo Broggi, meneghino puro contrariamente al napoletano Improta. Danilo si può definire un gran commis dell'establishment lombardo e viene ricordato come presidente dell'associazione delle piccole imprese di Confindustria milanese, Api. Poi nel 2003 entra nel cda della Fiera di Milano e dal 2005 al 2011 è amministratore delegato di Consip, società del ministero dell'Economia e delle Finanze che si occupa dei processi di informatizzazione del Ministero e delle gare di appalto della pubblica amministrazione, non disdegnando, nel frattempo, di far parte del cda nel 2010 di Genesi Group spa, società che si occupa di acquisizioni e partecipazione per società quotate in borsa e di fondi dedicati alle imprese. Infine, nel 2011 ce lo ritroviamo chairman in Poste Assicura la compagnia assicurativa delle PT.

Danilo è un lumbard doc, a suo tempo vicino alla Lega, ma non berlusconiano, anzi molto legato all'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Così il nome di Broggi circolò per una sua possibile ascesa al vertice di Poste Italiane in sostituzione di Massimo Sarmi. Broggi vanta una buona esperienza di relazioni sindacali (soprattutto con la Cisl). Un pedigree che dovrebbe confortare tutti coloro che nella Cgil prevedono sciagure per l'occupazione in Atac. Ma i postumi delle parentopoli, non solo alemanniane, impongono ormai una cura da cavallo e il sindacato lo sa. Sempre che l'uomo del nord la sappia somministrarla alla romana: con calma, molta calma.

Giuliano Longo