Fori pedonali, scattano i divieti ma non si ferma la battaglia

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«Abbiamo provveduto a chiudere il sondaggio che abbiamo lanciato il 25 luglio e circa il 75% delle persone che hanno partecipato si è detto favorevole alla pedonalizzazione». Era soddisfatto ieri il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ha annunciato durante la conferenza stampa di presentazione della “Notte dei Fori” di sabato prossimo la chiusura del sondaggio via web lanciato nei giorni scorsi.

«Il numero delle persone che si sono registrate è stato particolarmente alto – ha aggiunto – arriva a quasi 24 mila persone. Di queste, la maggior parte è tra i 40 e 49 anni e più del 40% ha dichiarato di transitare abitualmente in via dei Fori Imperiali con il proprio mezzo. Oltre il 50% dichiara di conoscere bene le conseguenze della pedonalizzazione. Sono numeri che non hanno bisogno di molti commenti».

Certamente 24mila persone via web in pochi giorni non sono poche. Ma considerando che il nuovo municipio primo (ex I + ex XVII) ha oltre 200mila residenti e che la consultazione è stata aperta ormai a giochi fatti, c’è da pensare che il sondaggio abbia poco più che un valore indicativo e restituisca molto meno l’opinione dell’intera “fetta” di città più interessata dal provvedimento, ovvero dei residenti del centro storico.

Fatto sta che ieri, insieme alla presentazione del programma della festa di sabato è stato possibile tirare le somme di un provvedimento che il Campidoglio ha in sostanza prima deciso e poi concertato con i cittadini. Questi ultimi, come peraltro i commercianti, le associazioni e i comitati di quartiere sentono il peso di novità ancora piene di dubbi.

I primi a lamentarsi sono stati i commercianti di via Labicana, che già da metà luglio hanno dovuto subire la cantierizzazione dell’area, denunciando perdite in termini di lavoro fino all’80 per cento. E nonostante resti l’incognita traffico e il malumore serpeggi in diverse strade commerciali dell’Esquilino, ieri il sindaco Marino ha mostrato chiaramente di voler andare avanti.

Se la sperimentazione della pedonalizzazione andasse male «non si potrebbe tornare indietro» ha spiegato Marino. «Andremo avanti e spero che ci sarà un’accelerazione arrivando in tempi più brevi possibili a una vera pedonalizzazione». A chi gli ha chiesto cosa pensasse di critiche e rischio impopolarità, ha risposto: «Non inseguo nè la popolarità nè ciò che conviene – ha detto ancora il sindaco – lavoro con rigore ogni giorno per ciò che credo sia giusto, e restituire alla storia un luogo così importante nel pianeta penso lo sia. Anche se solleva polemiche e impopolarità, va bene».

La domanda di una maggiore partecipazione, e soprattutto di una consultazione preventiva dei cittadini l’ha posta ieri su Twitter anche il nostro direttore. E l’interrogativo, non essendo infondato, ha ottenuto la risposta ufficiale di Roma Capitale, che dal suo profilo ha ricordato che «dopo l’avvio (della pedonalizzazione ndr) l’Amministrazione si è impegnata a valutare tutte le conseguenze». Risposta che conferma l’idea della “concertazione postuma” e che ha generato la reazione della capogruppo dell’opposizione Sveva Belviso, che prendendo la palla al balzo ha “cinguettato” via web: «La risposta di Roma Capitale a @longo_giuliano fa capire il livello di improvvisazione e di arroganza dell’Amministrazione».

Marino però non guarda indietro e non si cura delle polemiche, punta a reperire i fondi per la riapertura degli scavi archeologici e ricorda ai suoi detrattori: «Se i Fori saranno tutti pedonalizzati e se gli scavi riprenderanno, tra 25 anni nessuno si ricorderà il nome del sindaco del 2013, ma tutti potranno godere dei Fori pedonalizzati. Noi vogliamo restituire il Colosseo non solo ai romani, ma a tutto il pianeta».

F.U.