Metro C, l’allarme delle imprese: da domani in 3.000 senza lavoro

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"Dopo le dichiarazioni di ieri del sindaco Marino e le rassicurazioni dirette dell’assessore Improta, siamo andati a dormire con la speranza che il buonsenso prevalesse rispetto alle posizioni estreme del General contractor e del Comune di Roma. Questa mattina ci siamo svegliati e siamo ricaduti nel baratro e nella disperazione. Tutto slitta, tutti vanno in vacanza. Ricordiamo a tutti che i cantieri della Metro C hanno sempre chiuso nei tre giorni di Ferragosto. L’impossibilità di lavorare ci ha obbligato a licenziare gli operai. Da domani 3.000 persone sono senza lavoro". Sono le parole di denuncia del portavoce del Comitato imprese affidatarie lavori metro C, Nicola Franco.

"Quello che non riusciamo a comprendere- aggiunge l’imprenditore- è quale motivazione tecnico-amministrativa impedisca di dare seguito a quanto disposto dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e dalle precedenti amministrazioni comunali. Il vicepresidente del Senato (atto n. 4-00773), Maurizio Gasparri, ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture per conoscere le citate motivazioni".

Secondo il comitato "non si comprende perchè il sindaco Marino e l’assessore abbiano rimesso in discussione quanto disposto dal ministero (delibera Cipe) e giunta precedente, con l’estrema conseguenza della chiusura dei cantieri. In un momento così critico stiamo riordinando le idee, non possiamo abbassare la guardia: è a rischio la sopravvivenza di imprese e famiglie. Le banche ci chiedono il rientro dei fidi e l’impossibilità di anticipare le fatture dei lavori eseguiti a Metro C nel mese di luglio, creando ulteriore crisi finanziaria e costringendoci a non poter onorare le prossime scadenze".

Franco spiega poi che "stiamo contattando le associazioni di quartiere e dei negozianti per evidenziare i disagi dei cantieri fermi, chiediamo a tutti di sostenerci inviando una cartolina di protesta al sindaco Marino a piazza del Campidoglio, 1. Le imprese aderenti al Comitato stanno inoltre valutando una protesta estrema: portare tutti insieme i libri contabili in Tribunale. La situazione a questo punto è drammatica… E mentre in tanti si godranno giornate di ferie serene con le proprie famiglie, per 3.000 operai e 200 titolari di impresa inizierà un lungo calvario fatto di sofferenze e disperazione".