Nuove ciclabili, Improta frena Ignazio Marino: «Non ci sono i soldi»

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Ignazio Marino ci vorrebbe tutti in bici, un pò come Amsterdam o Copenhagen, ma anche escludendo la tormentata orografia della capitale, ben più erte e tortuose risultano le vie del bilancio capitolino tendenti al baratro. Così ieri l'assessore alla Mobilità Guido Improta, cui il buon senso non manca, nel corso della presentazione della "Settimana della mobilità sostenibile", ha smorzato i nobili ardori. Intanto perché sulle nuove piste ciclabili tocca coinvolgere altri soggetti quali Ferrovie e Regione per le opere di loro competenza.

Certo, i nuovi progetti riguardano una ciclabile da Porta Maggiore verso sud e l'altra da Roma a Fiumicino finanziata con fondi regionali. Decine di chilometri, purtroppo se ne potrà parlare per il 2014-2016 per la semplice ragione che «oggi a bilancio non c'è una lira.» Anche il bike sharing ha problemi di natura economica e finanziaria, «non ce la fa a sostenersi con i proventi del noleggio» e tocca allora pensare ad altre soluzioni che non comportino .«la proliferazione dei cartelli pubblicitari».

Morale: per il momento bisognerà lavorare su quanto già esiste. Intanto Improta annuncia una memoria di giunta che istruisce il nuovo Piano generale del traffico urbano e contiene le nuove linee guida in materia di mobilità. I contenuti riguardano il miglioramento della sicurezza stradale, il risanamento della qualità dell'aria, la riduzione dell'inquinamento acustico e di risparmio energetico, l'utilizzo del mezzo pubblico.

E in questo quadro anche la ciclabilità insieme a car sharing, a nuove regole per l'accesso Ztl, per il traffico dei veicoli merci e dei bus turistici. L'ultimo piano per la viabilità, ha ricordato Improta, risale al 1999 ma da allora la città è di molto cambiata. Infatti se nel 1998 il 18% della popolazione abitava fuori dal Gra, con il nuovo Prg si arriverà al 30%. Il pendolarismo verso Roma, inoltre, dal 2004 al 2012 è aumentato del 60%. Quindi il nuovo pano riguarderà una viabilità ovviamente metropolitana e non più strettamente cittadina.

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