La mannaia di Ignazio Marino sulla Mutua Assicurazioni di Roma

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«Al fine di evitare gravi pregiudizi alla Mutua e per garantire gli interessi di Roma Capitale, ritengo di non potermi esimere dall’attivazione di una procedura di revoca dei componenti del Cda nella Mutua Assicuratrice Assicurazioni di Roma». Questo l’annuncio del sindaco Ignazio Marino all’esordio della seduta straordinaria del Consiglio di Roma convocata per “comunicazioni urgenti.” La notizia circolava da tempo, ma la gravità della situazione della assicuratrice capitolina è emersa solo quando il sindaco ha annunciato che avrebbe trasmesso il testo del suo intervento alla Procura della Repubblica. Marino ha spiegato che il Cda della Mutua Assicuratrice era stato rinnovato il 12 dicembre 2012, prima della naturale scadenza, con la nomina di persone di fiducia della precedente amministrazione ed un mandato a scadenza 2015 senza alcuna rappresentanza femminile. Oltre alle perplessità sulla opportunità di tali nomine il sindaco ha lamentato una forte resistenza da parte dei vertici della società a dialogare con la nuova amministrazione.  «Dal giorno del mio insediamento – ha lamentato- non ho ricevuto alcuna richiesta di incontro».  Poi ha ricordato le “violazioni” commesse dell’ente, come emerso dopo l’intervento ispettivo dell”Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). Fra le più gravi carenze i sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi, l’inadeguatezza dell’attività del collegio sindacale, assenza da parte del presidente del Cda di qualsiasi attività di controllo in relazione all’area sinistri e l’inadeguatezza dei modelli di valutazione dei sinistri stessi. Gravi contestazioni delle quali il sindaco non è stato mai informato dal Cda. Fra l’altro l’Ivass aveva contestato la composizione del collegio sindacale  i cui membri non avrebbero avuto i requisiti professionali previsti dalla legge. L’ente di controllo aveva peraltro preannunciato sanzioni amministrative tra i 45.000 e i 450.000 euro, sanzione sulla quale il presidente Marco Cardia nè il dg Alker avevano informato il socio Roma Capitale. La storia di AdIR non è nuova nemmeno alle cronache di questa testata, che fra l’altro nel maggio scorso riportò la denuncia di Federconsumatori, secondo la quale il nuovo direttore generale, di fresca nomina,  non sarebbe  risultato in possesso dei requisiti richiesti dall’Isvap. Ad un componente del cda sarebbe stata affidata la delega alla riassicurazione, creando così una singolare coincidenza tra controllore e controllato.  Con questa decisione del sindaco la mannaia di Marino potrebbe calare su altre situazioni relative alle municipalizzate.