Comune di Roma, Luigi Nieri mette on line gli affitti “passivi” della capitale

0
140

Il vice sindaco Luigi Nieri ha censito tutti gli immobili di proprietà del Campidoglio e mette on line tutti gli affitti passivi di Roma. Oggi una parte di questo viene utilizzata per le finalità istituzionali (sedi dei dipartimenti, uffici dell’amministrazione o di altri enti che l’amministrazione è tenuta a garantire). Un’altra per i servizi pubblici (scuole, asili, biblioteche, centri anziani, etc). Il restante patrimonio sarà invece valorizzato con la dismissione di ciò che non è funzionale alle esigenze del Comune, in parte attraverso specifici progetti.Nelle intenzioni di Nieri vi è il rilancio dell’agricoltura attraverso l’utilizzo delle terre pubbliche e interventi di carattere sociale fra cui gli orti urbani e i giardini condivisi. Agli artigiani verranno messi a disposizione immobili pubblici a prezzi calmierati per alcuni anni, per avviare nuove attività o sostenere attività storiche in difficoltà. Il piano del vice sindaco prevede anche spazi culturali e sociali nelle periferie, ma soprattutto il recupero del patrimonio per affrontare l’emergenza abitativa. Ricalca collaudati modelli europei l’dea di creare atelier culturali, laboratori e spazi aperti per chi fa arte, mettendo a disposizione degli artisti edifici in disuso o abbandonati.Per quanto riguarda le dismissioni per la vendita, il censimento di quanto non serve più all’amministrazione è stato completato. Ovviamente non si tratta di edifici di edilizia residenziale pubblica, ma di immobili che il Comune aveva dimenticato o abbandonato al degrado. Al momento gli edifici censiti a uso commerciale sono 50 e l’introito derivante dalla dismissione di questi beni, che Nieri stima in 200 milioni, sarà usato per fare opere di rigenerazione urbana.Il Comune acquisirà anche dallo Stato ex caserme ed edifici militari in disuso, ma nel  frattempo per contenere le spese per gli immobili che il Comune ha in affitto, è stato effettuato il riesame dei contratti che oggi gravano  52,7 milioni di euro l’anno sulle casse capitoline. Il primo atto di discontinuità amministrativa rispetto alle politiche per il Patrimonio sarà la pubblicazione online di un elenco dei canoni di locazione o di affitto versati dall’amministrazione con relative finalità di utilizzo, dimensioni e ubicazione.