Il Campidoglio annuncia tagli dei dirigenti. Ma il totale aumenta

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Giovanna Vitale sulla Repubblica di stamane stentava a trattenere l’emozione per il nuovo organigramma dirigenziale del Campidoglio, ovvero quella macrostruttura dirigenziale di sottogoverno sulla quale pare che il Pd abbia puntato i piedi per metterci degli uomini suoi. Ma torniamo alla nostra brillante giornalista la quale ci fa sapere che il sindaco ciclista taglia 40 poltrone e il 60% dei dirigenti esterni che passeranno da 33 a 15.

Il che è giusto e buono anche perché nessuno si è mai peritato di verificare la produttività (lasciamo perdere il merito) dei capoccioni della burocrazia comunale. Ma poche righe dopo Giovanna con nochalance dà i numeri e ci spiega “che la dotazione organica dirigenziale SCENDE da 327 a 288 unità. E siccome i dirigenti attualmente in servizio sono 230 gli altri 58 saranno coperti con 15 dirigenti esterni assunti a tempo determinato e il resto da interni ad interim.”

Noi, da profani non ammanicati con sindaco ed assessori, siamo invece convinti che “la dotazione organica dirigenziale” non SCENDA, ma SALGA con altre 58 fra assunzioni e promozioni.  Quello che invece vorremmo capire è quanto costeranno queste nuove assunzioni/promozioni e da quali cogenti necessità amministrative siano giustificate. Tanto più che non ci pare che il Campidoglio vada a rotoli se c’è un dirigente ogni 100 o ogni 80 dipendenti comunali. Insomma smettiamola di fare gli ingenui perché le nuove assunzioni rientrano negli accordi fra la giunta, partiti e sindacati nella spartizione del sottogoverno. Sistema che nemmeno Ignazio Marino con le 76 assunzioni dirette per il suo staff intende o può smantellare. Per il resto va ben così, in fondo teniamo tutti famiglia, con la differenza che quelle dei dirigenti esistenti o futuri potranno campare con redditi fra gli 80 e i 180 mila euro.

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