Scandalo Atac, dopo la bufera la difesa di Ignazio Marino

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Il sindaco Ignazio Marino è perfettamente consapevole dell’effetto devastante che la vicenda della falsa bigliettazione Atac ha su una opinione pubblica già ampiamente scontenta di un servizio pubblico di trasporto inefficiente, cosi in conferenza stampa sceglie una linea di difesa scontata ma efficace. «Io sono il sindaco del rinnovamento e questa mia volontà l’ho manifestata – dice Marino- ben prima che venisse fuori questo scandalo, azzerando in accordo con l’assessore Improta i vertici dell’azienda, fissando un tetto di 200mila euro a dirigenti che prima ne guadagnavano anche oltre 500mila e proseguendo nella azione di risanamento di Atac in gravi difficoltà».

Ma nell’annunciare la sua implacabile volontà di radicale pulizia non sfugge nemmeno la sua dissociazione dall’operato delle precedenti amministrazioni comprese quelle di sinistra. Io, sembra dire, l’esempio di discontinuità rispetto al passato l’ho dato, contrariamente a quanti nella sua maggioranza lo avevano accusato solo pochi giorni fa di scarso coraggio innovatore. Nel corso della conferenza stampa sembrano smorzarsi le dimensioni dell’affaire se è vero, come ha confermato l’assessore Improta, che una rigorosa auditing sul servizio di bigliettazione è stata condotta da società esterna dal 2011 al 2012 senza che venissero rilevate anomalie di sorta. Il che ha autorizzato il sindaco ad affermare apoditticamente che di biglietti falsi non ne girano più.

Non solo, e qui veniamo all’aspetto giudiziario, ma i procedimenti in corso da parte della magistratura, come ha riferito l’assessore ai trasporti, sono stati due contro ignoti, uno archiviato nei confronti di un dirigente e un altro conclusosi con il licenziamento di due dipendenti. Un pò pochino rispetto al clamore suscitato dal servizio giornalistico di Repubblica che invece scrive di uno scandalo ben più ampio che coinvolgerebbe dirigenti di Atac e i partiti senza distinzione di colore. Eppure è proprio sui procedimenti giudiziari che Marino, introducendo la conferenza stampa, aveva rivelato esserne in corso ben 15, confermatigli dal Procuratore Generale Pignatone e coperti dal segreto istruttorio. Rivelazione in palese contraddizione con quanto affermato dall’assessore che ha tentato poi di spiegare che si tratta di procedimenti pregressi.

Ma su chi e che? Su Atac in generale? O ancora sulla bigliettazione truffa? Su parentopoli o su altro ancora? A nostro avviso il chiarimento non è stato sufficiente e sicuramente ha messo in imbarazzo il sindaco di fronte ai giornalisti. Marino invece è stato molto chiaro nel ribadire la sua distanza dalle eventuali responsabilità della classe politica riaffermando la natura popolare della sua investitura e la sua immancabile fiducia nella coalizione che lo sostiene «tutta composta da persone per bene, ve lo assicuro». Quello che hanno combinato altri prima di lui non è affar suo. Infine una nota involontariamente comica. «Figuratevi – ha detto il sindaco- che danno all’azienda e al Comune ha provocato questa vicenda in una città dove già moltissimi non pagano il biglietto». E allora, aggiungiamo noi, fra biglietti falsi e portoghesi, quando mai si risolleverà Atac?

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