Roma Capitale, le spese “pazze” dell’Ipa

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L’IPA, Istituto di Previdenza e Assistenza per i dipendenti di Roma Capitale e dell’Ama svolge attività assistenziali, tratta concessioni di prestiti agli iscritti  e come una banca eroga ai dipendenti una sorta di liquidazione integrativa con una “indennità di fine servizio” e  una ”indennità suppletiva di fine servizio”.

Svolge poi attività turistico/culturali che finiscono per coincidere con quelle del Cral comunale. Fra le anomalie il fatto che  il Presidente e il Direttore invece di essere eletti dai dipendenti vengono nominati dal Sindaco mentre i ruoli dirigenziali, di consulenza ed altro vengono assegnati a vita per persone che dovrebbero essere a tempo determinato. Infine  il Presidente e il Direttore percepiscono emolumenti che vanno dai 60 ai 90.000 euro l’anno ciascuno senza contare i costi di uno stuolo di consulenti.

Un «carrozzone» al quale i comunales sono molto affezionati anche se  è stato commissariato sino all’aprile di quest’anno quando i 12 mila impiegati del Comune e i 5 mila addetti Ama hanno eletto i consiglieri  del nuovo cda di cui sei su 12 membri di quello precedente al commissariamento. Succede che proprio a ridosso delle elezioni  Alemanno  nomina presidente lo stesso commissario Giancarlo Fontanelli e direttore generale Andrea De Simone. Fra i meriti di Fontanelli vi è quello di provenire dalla segreteria nazionale della Uil con la quale l’ex sindaco aveva stipulato una sorta di accordo politico/elettorale con Giovanni Torluccio, segretario della Funzione Pubblica di quel sindacato.

Forse tutti i voti Uil promessi non sono arrivati ma optime manebit il Fontanelli con 6.000 netti euro mese più una lauta pensione.  Tanto per non scontentare nessuno il direttore De Simone viene  dalla Cisl e balzò alle cronache alla fine dello scorso anno  per essersi auto- assegnato uno stipendio di 137.000 euro mentre l’allora commissario Fontanelli ne percepiva “solo” 85.000. Un antico fruttuoso sodalizio che prosegue con la  nomina dei direttori sanitari dei due centri IPA. Il prono nella persona dell’odontoiatra dott. Casagrande che già lavora in convenzione con L’IPA  e l’altro è  il dott. Pisapia  socio per un terzo dell’associazione medica che gestisce il centro di medicina preventiva dell’IPA, ma grande  amico dall’ex capo di gabinetto  Sergio Basile che nella operazione non ravvisò alcun conflitto di interessi.

Ora il duo Fontanelli De Simone progetta di informatizzare l’IPA con un investimento di 5 milioni e non considera la possibilità di utilizzare le strutture ed il sito di Roma Capitale. E pensare che è ancora in corso l’indagine della Corte dei Conti, promossa dall’allora commissario Fontanelli,  su 54 tra dirigenti, consulenti e impiegati per «presunto danno (di 2 milioni, ndr)  all’Erario pari all’indebita percezione o all’erogazione delle somme corrisposte». Fra gli indagati anche i sei consiglieri recentemente confermati, 7 consulenti e  3 dirigenti della commissione Revisione dei conti che dovranno rendicontare comparire sugli stipendi dei dirigenti vertiginosamente aumentati in soli 4 anni.

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