Concorso al Comune di Roma, Ignazio Marino vuole tutelare tutti

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Si accende la polemica sull’ipotesi di irregolarità nel maxiconcorso comunale avviato nel 2010 che racchiudeva ventidue concorsi per la ricerca di 1.995 figure professionali, dagli architetti ai bibliotecari, per cui hanno fatto domanda 300mila persone e 30mila hanno affrontato le prove scritte. “Il rovesciamento delle parti – fa sapere il sindaco Ignazio Marino – è un gioco che non mi appassiona. Sui problemi che riguardano i concorsi indetti prima del nostro arrivo, leggo di una corsa a tutelare i concorrenti che hanno superato la prova scritta.

E agli altri chi ci pensa? A chi è rimasto eventualmente fuori perchè non conosceva santi in Paradiso cosa diciamo? A chi pretende di fare una gara alla pari e si ritrova in mezzo a un concorso con il trucco cosa raccontiamo? Che andrà meglio la prossima volta? Per ora la Giunta non ha preso alcuna decisione riguardo ai concorsi. Aspettiamo una relazione che dovrebbe essere pronta lunedì. Ma una cosa è certa: se le irregolarità riscontrate a campione – conclude Marino – dovessero riguardare più casi, gireremmo tutte le carte alla magistratura, a tutela di tutti i concorrenti e non solo di quelli che chiedono protezioni a una categoria o a un’altra”.

Tra i ventidue concorsi banditi dal Campidoglio allora guidato da Gianni Alemanno, e oggi al centro dell’indagine avviata dall’amministrazione Marino per la presunta mancanza di anonimato delle prove scritte, c’era anche quello riservato a 300 vigili urbani.

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