Città metropolitana: Ignazio Marino la vuole grande come la Provincia

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«Nel ribadire la necessità di approvare, con sollecitudine, un testo normativo che finalmente, dopo decenni di riflessioni, istituisca la Città Metropolitana di Roma, ritengo che il provvedimento attualmente all’esame della Camera dei Deputati possa essere ulteriormente migliorato. Un punto centrale che merita una approfondita riflessione è l’ambito territoriale della Città Metropolitana». E’ quanto dichiara in una nota il Sindaco di Roma Ignazio Marino.

«Appare senza dubbio preferibile indicare, quale ambito territoriale, l’area coincidente con l’attuale Provincia di Roma, in relazione alla inscindibile connessione dei suoi territori e a temi di grande importanza come, ad esempio, la mobilità e lo sviluppo economico. Basti pensare, ad esempio, all’importanza del rapporto tra la città di Roma e il porto di Civitavecchia, alla possibile realizzazione della grande area archeologica dell’Appia o all’importanza per Roma, città del turismo e della cultura mondiale, di avere nel proprio territorio due scali aeroportuali, tra i quali un hub internazionale. La definizione dell’ambito territoriale, dunque, dovrebbe tener conto delle potenzialità complessive dell’area che andrà a costituire la Città Metropolitana e della capacità di governance di un sistema produttivo di beni e servizi dalle immense potenzialità. Mi auguro dunque che nella discussione, e nei lavori parlamentari, possa emergere con forza quello che per noi rappresenta un punto centrale per il futuro assetto istituzionale della Capitale d’Italia», ha concluso il sindaco.

Ecco dunque il “Marino-pensiero” che apprendiamo prima di ogni dibattito svolto sul territorio. Ma qualunque sarà l’assetto amministrativo-territoriale definitivo della futura capitale d’Italia queste considerazioni pubbliche sembrano non tenere conto della presenza di altri attori istituzionali sulla scena territoriale, ma soprattutto delle esigenze di tante piccole e medie realtà (121 comuni in tutta la provincia che arrivano ai monti dell’Abruzzo, alla Sabina e alla Maremma) da micro-borghi a vere città come Guidonia e Civitavecchia che faticherebbero a vedere ascoltate le proprie esigenze vivendo “tutti insieme appassionatamente” sotto il comune cappello della capitale metropolitana. Ma per fortuna la riflessione sul futuro di Roma è ancora all’inizio.

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