Le perplessità di Sveva Belviso sul bilancio di Ignazio Marino

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L’ex vice sindaco Sveva Belviso e attuale capogruppo del Nuovo Centro Destra (Alfano)  al momento dell’intervista telefonica è in ospedale per un piccolo intervento alle tonsille del figlio di due anni, ma la sua attenzione è puntata su quanto sta accadendo in aula Giulio Cesare  dove si gioca la difficile partita del bilancio capitolino.

– Chiarisco subito -esordisce la capo gruppo- che su questa vicenda la nostra linea è senza sconti, trattative e compromessi possibili. E in ogni caso, dopo la votazione, siamo pronti a presentare ricorsi al Tar ove le procedure di inammissibilità per emendamenti e ordini del giorno non rispettino la legge.

Lei pensa davvero, come afferma anche Alfio Marchini, che il commissariamento del Comune sia la panacea di tutti i mali?

– Guardi che su questa ipotesi sono già al lavoro tecnici non di parte e comunque il commissario potrebbe nei tempi dovuti riassestare i conti. Non dimentichi che questo bilancio desta grandi perplessità proprio sulle voci di entrata….

Ad esempio?

– Come si fa a prevedere il recupero di 400 milioni di multe entro la fine dell’anno quando al 18 novembre se ne erano recuperate si e no 70 milioni? Per non parlare dei 23 milioni di evasione da recuperare in poche settimane…..

Ma guardi che nella sostanza questo è il bilancio della gestione Alemanno.

– Questo è vero sino a un certo punto perché Marino e la sua giunta hanno avuto quasi sei mesi di tempo per rendersi conto di una situazione che noi non potevamo affrontare in campagna elettorale con l’assenza di un Governo regionale e nazionale cui comunque avremmo chiesto gli stessi interventi che Marino ha ottenuto….

Resta il fatto che voi attaccate un sindaco insediato da poco e voi avete governato per cinque anni

– Noi riteniamo invece che questo sindaco, che personalmente mi è simpatico, ha avuto molto tempo per affrontare alcuni problemi fra i più urgenti. Pensi alla vicenda della metro C che si protrae di verifica in verifica da quasi un anno. Alla fine di una verifica della Corte dei conti durata 6 mesi si era stabilito che al Consorzio si dovevano attribuire 253 milioni e oggi siamo ancora qui a verificare mentre i posti di lavoro si dissolvono.

La questione è complessa e credo che in giunta la questione si vada sbloccando

– Ma anche fosse, ci sono comportamenti di questo sindaco francamente al limite dell’imperizia. Le par possibile che un sindaco faccia aprire la cassaforte con le buste del concorsone dall’avvocatura dello stato senza avere fondati indizi di irregolarità?

Mi sembra tutto sommato una questione che attiene più al protagonismo del sindaco che non all’imperizia.

– Ho citato un esempio eclatante ma tutti si rendono conto che questo sindaco si muove con una certa arroganza che non è solo decisionismo. Guardi che lo pensano anche pezzi della sua maggioranza, si figuri con la opposizione.

Forse è refrattario agli inciuci

– Certamente non è refrattario alle promesse elettorali. Marino sapeva benissimo dei tagli feroci che sarebbero stati imposti dal Governo al bilancio comunale. Eppure, senza nemmeno considerare i conti ha preferito fare promesse irrealizzabili quali i 500 euro ai disoccupati o i 700 ai cittadini in emergenza abitativa. Tuttavia  Alemanno ha aperto un filo di dialogo con Marino e per questo mi sono premurata di segnalare a Gianni, cui voglio molto bene, che lui non rappresenta l’opposizione, come gli ho ribadito polemicamente ieri.

Nel ringraziarla lasciamo Sveva ai suoi impegni di madre, ma ci viene spontanea una riflessione: in campagna elettorale tutti promettono tutto e di questo molti romani ne sono consapevoli tanto da rinunciare al voto uno su due. Ora l’opposizione, compreso la nuova formazione politica della signora Belviso, fa la sua parte. Duri sino alla fine, ma ancora ci chiediamo: è veramente questo l’interesse di Roma anche di quelli che non hanno votato?