Basta fondi ai consiglieri per pasturare l’elettorato

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Campidoglio, Magi dice basta ai fondi ai consiglieri per pasturare l'elettorato

Guai in vista per la tradizione consolidata di destinare per ogni bilancio fondi ad ogni singolo consigliere con una “manovrina” d’aula per progetti e attività territoriali. Un sorta di mancia per mantenere un rapporto con gli elettori beneficiari di quei fondi.

A rompere le uova nel paniere il consigliere radicale eletto nella lista di Marino Riccardo Magi, che qualche ora fa insieme all’ex consigliere regionale Rocco Berardo ha tenuto una conferenza stampa in Campidoglio. Al loro fianco il capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Assemblea capitolina, Marcello De Vito.

«Abbiamo sentito l’urgenza di denunciare questa dinamica consiliare che esiste dietro l’apparente scontro maggioranza-opposizione – ha detto Magi – ovvero la cosiddetta manovra d’Aula, in base a cui viene consentito a ogni consigliere di indicare i soggetti a cui destinare ed erogare una determinata in cifra. Una prassi che esiste nel Consiglio, che da fuori negli anni scorsi abbiamo denunciato in tutti i modi, e che vede una spartizione e uso delle risorse pubbliche inaccettabile, a maggior ragione per le condizioni economiche della Capitale».

Le cifre in oggetto «vengono raggruppate in un maxi-emendamento di giunta o di commissione Bilancio e poi destinate attraverso gli assessorati». L’obiettivo dei Radicali questa volta è di far saltare il banco subito e interrompere questa dinamica di Consiglio.  Magi ha annunciato che richiederà l’accesso agli atti sugli emendamenti e maxi-emendamenti di giunta «fatti come sempre nell’ultima notte di approvazione di bilancio negli anni scorsi» perché questo è un modo di  finanziare la politica.

Il consigliere radicale ha ipotizzato una cifra di “circa 10 milioni di euro”, che «probabilmente servono a pasturare il bacino elettorale di ogni consigliere», sottolineando di aver già denunciato la questione al sindaco Marino nella riunione con la maggioranza del 26 novembre.

«Le reazioni dei consiglieri – ha aggiunto – sono state in maggior parte di silenzio, ma qualcuno ha fatto una rivendicazione di questa pratica dicendo che è prerogativa dei consiglieri capitolini». Comunque il radicale sarà soddisfatto solo se dal sindaco verrà una risposta soddisfacente che interrompa questa prassi.

Ma il Magi sembra fare marcia indietro quando afferma «visto che queste somme vengono definite necessarie ci deve essere la responsabilità individuale della richiesta e quindi vanno fatti singoli emendamenti a firma di ogni singolo consigliere, con richieste specifiche e garanzie di tracciabilità nell’utilizzo».

Piena condivisione dell’iniziativa radicale del grillino De Vito perchè «se quanto denunciato sulla ”manovrina” d’Aula fosse vero se ne dovrebbero andare tutti a casa». Resta il fatto che tracciabilità e responsabilità di ogni consigliere non sono poi l’araba Fenice da scovare. C’è da aggiungere che già Alemanno lo scorso anno aveva dato una sforbiciata alle disponibilità dei consiglieri ed è probabile che l’assessore al bilancio Daniela Morgante faccia lo stesso pur lasciando qualcosa nel piatto. Poi tutto passerà in cavalleria.

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