Comune, fatto il bilancio Ignazio Marino se ne va a New York

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Con 29 voti favorevoli, 16 contrari e 1 astenuto poco prima di mezzanotte di ieri si è chiusa la travagliata vicenda del bilancio preventivo 2013 di Roma Capitale. Il maxiemendamento proposto dalla Giunta ha fatto decadere i 38.000 emendamenti della opposizione  rendendo disponibile quasi un milione tra la protezione civile, la potatura e messa in sicurezza degli alberi,  50mila euro per municipio per la manutenzione stradale. Soddisfatto il radicale della Lista Marino, Riccardo Magi, che vede saltare la “ manovrina” che in passato attribuiva fondi a tutti i consiglieri da destinare ai territori da loro indicati. Una svolta, proclama il radicale.

Come da copione si apre il contenzioso sulle modalità di approvazione del bilancio con il ricorso della opposizione al TAR per annullarne gli atti. Festa finita allora? No, perché i problemi per Ignazio Marino cominciano adesso se le previsioni in rosso per il 2014 supereranno il miliardo di euro per il 2014 come da più parti si sostiene.

Sembra allontanarsi l’ipotesi del rimpasto sul quale il Pd punta per riequilibrare i rapporti di forza con un sindaco che vuole mantenere la sua autonomia anche dalla maggioranza. Rimpasto oltremodo difficile come scriviamo nel nostro precedente articolo (vedi gli articoli correlati). In tutta la vicenda del bilancio il sindaco ha manifestato un certo distacco con la sua assenza dall’aula proprio nel corso del rush finale che invece lo vedeva impegnato in un convegno medico all’Ankara.  Stesso distacco rispetto ad una immediata ipotesi di rimpasto dal momento che da martedì Ignazio sarà negli States.

Forse il sindaco sottovaluta il peso del Consiglio di Roma Capitale che peraltro in questi sei mesi non ha prodotto pressoché nulla eccetto il bilancio di eri notte. Ma le vie del Signore non sono infinite, almeno per il governo capitolino, perché c’è rischio che i partiti di maggioranza si prendano la loro rivincita nelle commissioni consiliari cui vengono trasferiti numerosi atti della Giunta prima di passare alla votazione dell’aula. Il neoeletto segretario cittadino del Pd, Lionello Cosentino, è già al lavoro per smussare angoli ed attenuare tensioni, ma il Pd dovrà pure portare a casa qualcosa.

L’esito delle primarie di domani e la misura della probabile vittoria di Renzi, nient’affatto scontata a Roma, potrebbero incidere sugli orientamenti del sindaco che non ha mai nascosto il suo sostegno a Matteo. Tanto vale andare per qualche giorno a New York per poi vedere cosa succede. Marino sarà anche diffidente nei confronti dei partiti della sua coalizione ma non è uno sprovveduto e sa benissimo che senza il Pd che lo ha fatto eleggere non si va lontano. Un’ultima nota riguarda l’imprenditore Alfio Marchini che oggi sul Messaggero propone un tavolo fra Comune, imprese, banche e forze sociali per affrontare il baratro di bilancio del prossimo anno, tavolo nel quale Alfio potrebbe avere un suo ruolo, e sembra dare meno importanza all’arma dei ricorsi. Un segnale di apertura che lo stesso Pd potrebbe cogliere.

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