Le associazioni dei costruttori contro Acea

«Termini di pagamento difformi dalla normativa comunitaria». Rischio danni per numerose aziende appaltatrici

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Abbiamo scritto ieri dei mostruosi ritardi con i quali Acea spa paga i suoi fornitori di manutenzione in vari settori dall’idrico all’elettromeccanico. Nel frattempo sulla vicenda ci perviene una denuncia alla Comunità Europea per inadempimento del diritto comunitario presentata congiuntamente da  ACER (Associazione dei Costruttori Edili di Roma e Provincia), FEDERLAZIO e LEGACOOPERATIVA LAZIO in rappresentanza delle imprese di costruzione che operano nel settore degli appalti di lavori pubblici.

Con questa denuncia le associazioni censurano l’operato di ACEA Spa “in quanto la medesima, nei contratti pubblici di lavori di sua competenza, utilizza termini di pagamento del corrispettivo difformi da quelli previsti dalla normativa comunitaria” considerato che “ACEA Spa è una società per azioni a capitale pubblico maggioritario” e quindi rientra pienamente nelle disposizioni comunitarie sui pagamenti degli enti pubblici.

Il documento sottolinea che termini di pagamento delle transazioni commerciali stabiliti dalla normativa comunitaria rispondono all’esigenza  di tutela delle imprese che hanno rapporti con le pubbliche amministrazioni come dimostra il contenuto del considerando n.3 della Direttiva 7/2011 secondo cui “i ritardi di pagamento influiscono negativamente sulla liquidità e complicano la gestione finanziaria delle imprese; essi compromettono anche la loro competitività e redditività quando il creditore deve ricorrere ad un finanziamento esterno a causa di ritardi nei pagamenti.”

Il rischio di tali effetti negativi aumenta nei periodi di recessione economica, quando l’accesso al finanziamento diventa più difficile. Da Federlazio ci giunge voce che Acea si stia muovendo per risolvere questo problema, ma intanto per le aziende appaltatrici della manutenzione il danno resta, un danno che ci risulta per decine di milioni arretrati.

Val la pena ricordare che l’attuale amministratore delegato di Acea, già direttore generale della società, Paolo Gallo,  è stato nominato nell’aprile di quest’anno con l’assenso di Alemanno e poco prima delle elezioni. In quella occasione fu confermato alla presidenza anche Giancarlo Cremonesi ancora aggrappato alla poltrona presidenziale della Camera di Commercio a suon di ricorsi. L’operazione fu allora considerata dal sindaco Ignazio Marino un “colpo di mano” del suo predecessore, ma il legittimo cambio della guardia invocato anche da Susanna Camusso comporterebbe anzitempo l’esborso di liquidazioni milionarie su stipendi da favola. Liquidazioni che al contrario dei pagamenti ai fornitori verrebbero pagate immediatamente.

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