Comune di Roma, i mal di pancia del Pd

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Comune di Roma, i mal di pancia del Pd

Fra poche ore si svolgerà la seduta del Consiglio di Roma Capitale che avrà come oggetto tutta la vicenda Ama connessa al tema caldo dei rifiuti che in città rimane irrisolto, nonostante le rassicurazioni di Igazio Marino e della sua omonima assessora Estella. La seduta si preannuncia calda e l’opposizione non vede l’ora di approfittare del dimissionamento del neo presidente di Ama Strozzi annunciata ieri sera dal sindaco. Particolarmente attiva l’alsaziana Sveva Belviso, già vice sindaco con Alemanno, la quale prima della seduta (che seguiremo nel corso della giornata) si è rivolta alla maggioranza per chiedere che i suoi consiglieri votino la mozione di sfiducia ad Estella Marino che verrà coralmente sostenuta da tutta l’opposizione marchiniani e grillini compresi.

«Il nostro invito alla maggioranza – precisa Sveva Belviso – è tutt’altro che strumentale, è anzi esclusivamente volto al benessere della collettività. Ci aspettiamo in questo senso un segnale concreto di dissociazione nei confronti della giunta, e crediamo sia interesse della stessa maggioranza attuarlo, anche per dare un riscontro al disagio che sta sopportando la collettività e per fornire risposte al disorientamento dell’opinione pubblica». Invito accolto dal Pd che punta sulla mozione per il contratto di servizio Ama, anche se è innegabile la fibrillazione di quel partito di fronte alle autonome decisioni del sindaco, non a caso si riunisce alle 16,30 il gruppo consiliare dove i malumori sono forti. Da parte sua il sindaco, con un comunicato di queste ore, non getta certo acqua sul fuoco. Infatti smentisce «nella maniera più assoluta» di aver chiesto al segretario romano del Pd Lionello Cosentino di aiutarlo a trovare un nome alternativo per la guida dell’Ama dopo la bocciatura di Ivan Strozzi, come riportato oggi  da un quotidiano.

Tolti i convenevoli di rito il comunicato ribadisce il Pd debba fare politica e non «interessarsi di nomine.»  Comunicato che se da un lato libera quel partito da ogni pregressa e futura responsabilità potrebbe suonare un atto di arroganza soprattutto di fronte all’esito della vicenda Strozzi. Insomma, ciascuno faccia la sua parte, ma per le nomine ci penso io, sembra dire il sindaco che non stima il Pd nemmeno degno di una consultazione sulle scelte dei vertici dell’amministrazione e delle municipalizzate. Per cui dal consociativismo si passa senza indugio al solipsismo dell’uomo solo al comando.

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