Rifiuti, Ama farà la differenziata ma ai cittadini costerà di più

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Daniele Fortini, ex amministratore delegato della municipalizzata napoletana Asia, sbarca fresco fresco ai vertici di Ama promettendo mari e monti nelle interviste rilasciate ad alcuni quotidiani. Ovviamente tocca capire perché un dirigente capace lasci una sede prestigiosa per imbarcarsi nella “mission (apparentemente) impossible” della monnezza romana . Lo spiega all’agenzia Dire l’assessore Estella Marino la quale non nega le difficoltà del suo trasferimento, ma aggiunge che ormai il mandato di Fortini stava per scadere e quindi De Magistris ha dato l’ok «avendo compreso le difficoltà che Roma sta passando».

Messa così significa che il nuovo presidente dell’Ama può lasciare tranquillamente Napoli ormai fuori dall’emergenza rifiuti, anche grazie al contestatissimo bruciatore di Acerra. Oddio: tutto risolto proprio no, visto che il presidente di Asia Del Giudice, poco tempo fa parlava del perdurante affanno «per il servizio di pulizia, raccolta rifiuti e spazzamento nelle strade di Napoli». Infatti «alle 10 di mattina abbiamo i bidoni pieni e, naturalmente, prima delle 22 il servizio di prelievo non parte. Ma – aggiungeva – l’abbandono dei rifiuti fuori orario e fuori dai cassonetti rimane «un indice di inciviltà che si sta registrando in tutte le grandi città: basta guardare Roma, che da questo punto di vista è messa male».

Lusingati da questa citazione abbiamo ripescato le sue dichiarazioni risalenti ad  alcuni mesi fa quando ammetteva che il problema di Napoli rimane il compostaggio dei rifiuti organici. Infatti il 35-40% del totale, ovvero 30.000 tonnellate ancora l’anno scorso  venivano spedite in Sicilia e a Padova a 160 euro tonnellata. Ma soprattutto spiegava che «man mano che diventeremo più bravi a differenziare diventeremo sempre più costosi», ovviamente a ricasco sui contribuenti. Alla luce di questa lapalissiana verità è difficile, come ha fatto Fortini, prevedere una riduzione della tassa dei rifiuti per i romani che già pagano un’imposta fra le più elevate d’Italia.

Per ora accontentiamoci di spedire al nord i nostri rifiuti, in gran parte trattati, a 117 euro a tonnellata contro i 66 del conferimento in discarica. Se le nozze con i fichi secchi non si possono fare è evidente che la differenziata libererà Roma dallo schifo attuale e dai rischi dell’incenerimento nel giardino accanto, ma ci costerà molto cara rimpinguando i profitti delle società padane che bruciano a tutto spiano con le dovute garanzie ambientali. Altro che “Roma ladrona”.

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