Comune di Roma, Ignazio D’Arabia cerca sponsor sauditi

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Ignazio D’Arabia si appresta a far fruttare le sue relazioni internazionali come aveva preannunciato tempo fa al Corriere della Sera. «Il principe sultano dell’Arabia Saudita, che conosco da quando trapiantai il fegato a sua madre – aveva rivelato-  finanzierà un progetto archeologico». Così ha accettato l’invito del “principe sultano” e sarà in Arabia Saudita fra sabato e domenica.

UNA BREVE VISITA IN ARABIA – Insomma una capatina perché, ha detto il sindaco «siamo in fase di bilancio e ogni ora è preziosa» lasciandoci il dubbio se una lunga telefonata o un colloquio su Skype o ancora una call conference avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato senza lasciar orfana la sua cabina di regia che sta sfornando conti a tutto spiano. Ma si sa, andarci di persona è un’altra cosa e poi in quei giorni si svolgerà un convegno mondiale sul turismo che «potrebbe essere interessante per la città di Roma». Quindi, ha aggiunto Marino «sarò da loro in quei giorni per ricevere questo importante dono».

CONVEGNO SUL CIBO HALAL – L’annuncio è arrivato nel corso del ”World Halal food council”, il primo convegno del mondo Halal global che si sia mai tenuto in Italia cui hanno partecipato centinaia di rappresentanti di istituzioni, consumatori, produttori, religiosi, società commerciali e operatori culturali interessati al giro di affari legato ai consumi di prodotti Halal. ”Halal” in arabo significa ”lecito” o ”conforme” ai principi della legge islamica, come il termine kosher lo è per gli ebrei. Quindi i musulmani osservanti, prima di consumare un prodotto generalmente chiedono se è “hall” per evitare di commettere peccato. Attorno a questo genere di consumi ballano miliardi, con un giro di affari di 3.000 miliardi di euro ogni anno nel mondo. Le imprese italiane si stanno adeguando a questo mercato e negli ultimi tre anni, ha spiegato il presidente di Halal autority Italia, Sharif Lorenzini, «sono state 220 le aziende che si sono certificate Halal per poter meglio vendere i loro prodotti ed esportare nel mondo islamico. Altre 60 stanno per chiudere l’iter». Il sindaco ha poi annunciato che Promoroma, società della Camera di commercio di Roma, sarà la prossima estate a Dubai per un primo scambio con i tour operator degli Emirati.

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