Ignazio Marino, viaggi della speranza o fuga dalla realtà?

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Erano i primi di dicembre dello scorso anno quando il sindaco Ignazio Marino si assentò da Roma per un importante convegno medico in Turchia che tuttavia nulla aveva a che fare con il suo ruolo di primo cittadino. Da allora è stato un susseguirsi di viaggi che confermano la sua volontà di portare Roma nel mondo, un pò come la pizza e gli spaghetti.  D’altra parte Marino la caratura internazionale ce l’ha dopo le sue esperienze chirurgico/scientifiche negli Usa che ha sempre vantato si sin sotto la scaletta del “president air one” mentre salutava un frettoloso Obama al rientro in america dal suo viaggio in Italia. Il nostro Ignazio non ha mai fatto mistero, soprattutto al suo “inter circle”, di considerare la sua una missione che porterà grandi benefici alla città.

OGGI IN SPAGNA A MADRID – Così oggi  è in Spagna per partecipare allo Smart City Foro de la Nueva Ciudad a Madrid. Un appuntamento mondiale organizzato da “Nueva Economia Forum” a cui prendono parte personalità di spicco del mondo politico, economico, sociale, imprenditoriale, dei media e numerosi sindaci delle più importanti città del mondo. «Un’occasione per promuovere il dialogo e il confronto con altre realtà amministrative» recita un comunicato che riprende tutti i temi della sua campagna elettorale senza fare una piega di fronte allo storico disastro finanziario di questa città. A Madrid parlerà di «Innovazione e Sviluppo della Tecnologia, Smart City e Beni Comuni, finanziamenti europei». Nonché di tutti i suoi provvedimenti «presi nei settori mobilità, ambiente, risparmio energetico, cultura, tecnologia e trasparenza…» ecc. Trattandosi solo di progetti e impegni non dovrebbe dilungarsi più di in quarto d’ora riservandosi il tempo necessario per incontrare il sindaco di Madrid e Iñigo de la Serna, Sindaco di Santander.

ERA STATO IN ARABIA SAUDITA – Nè va dimenticato che Ignazio l’itinerante era appena tornato il 31 marzo dal suo viaggio a Ryad dove aveva chiuso  un accordo con la famiglia reale dell’Arabia Saudita  «per avviare una lunga e proficua collaborazione sulla conservazione dei beni culturali della Capitale». Un accordo favorito dai rapporti del Marino chirurgo da quando aveva trapiantato il fegato a una signora della Casa Reale. Dal 12 al 14 marzo, si era invece recato a Parigi per incontrare l’allora sindaco Delanoè, ma anche per tentare di ammorbidire i vertici di Gaz de France “incazzati” come bestie per la sua proposta di destituire (di fatto) i vertici Acea e per sostenere la candidatura poi vittoriosa, ma per un pelo,  della Socialista Francese Anne Hidalgho. Infine come dimenticare la sua partecipazione il 21 gennaio al World Economic Forum di Davos insieme ai sindaci delle più grandi città del modo.

PARIGI E DAVOS – Lì, come riferiva un pensoso comunicato avrebbe illustrato ai potenti della terra «la “ricetta” contro la disoccupazione giovanile che prevede diverse azioni che partono da un rinnovato dialogo con le imprese, le parti sociali e il mondo produttivo. Perché i mestieri e le professioni vanno continuamente ricalibrati e reinventati». Conclusione, un turbillon di viaggi e contatti internazionali ad altissimo livello che solo qualche scriteriato vorrebbe ridurre alla fuga dalla triste realtà di questa Capitale senza soldi e piena di debiti. Marino pensa in grande, ben oltre l’angustia delle contingenze.

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