Allarme rifugiati, Ignazio Marino tende la mano

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Per il sindaco di Roma intervenuto durante la presentazione del Rapporto annuale 2014 del Centro Astalli e” “inaccettabile che ci siano migliaia di persone senza accoglienza a Roma. Bisogna fare di piu””. E per il semestre europeo: “Migrazioni forzate sono una priorita”” (RED.SOC.) ROMA – “Inaccettabile che ci siano migliaia di persone che ogni notte, nella nostra citta”, non hanno quell”accoglienza dignitosa che spetta ad ogni essere umano. Credo che nella capitale d”Italia sia necessario fare molto di piu””. Cosi” il sindaco di Roma, Ignazio Marino, nel suo intervento durante la presentazione del Rapporto annuale 2014 del Centro Astalli tenutasi questa mattina presso il Teatro Argentina a Roma.

LE PROMESSE DI MARINO – Commentando il rapporto, Marino ha promesso un”attenzione particolare ai piu” deboli nella stesura del bilancio comunale, nonostante le grosse difficolta” legate al disavanzo. “Nel momento in cui stiamo per scrivere il bilancio di previsione dell”anno 2014 – ha affermato Marino -, lo faremo certamente con la responsabilita” che ci compete rispetto ad una situazione di crisi economica e di grande disavanzo che abbiamo trovato, 816 milioni che non sono una piccola somma, ma lo faremo proteggendo innanzitutto quelle aree che riguardano i servizi sociali e l”attenzione a chi e” rimasto un passo indietro”. Ricordando l”appello lanciato da Papa Francesco durante la sua visita al Centro Astalli sui conventi vuoti da destinare ai rifugiati, Marino ha colto l”occasione per rispondere ai “richiami della Caritas rispetto al numero di spazi che abbiamo a disposizione nella nostra citta” e che sono insufficienti” promettendo un impegno forte, anche per “arrivare ad avere un database completo di tutti gli immobili e edifici a disposizione del comune di Roma”. Per Marino, e” necessario “aiutare chi e” rimasto un passo indietro».

IL CENTRO RIFUGIATI DI SETTECAMINI – Dalle indiscrezioni si è passati ai fatti. Prossima apertura per il centro di accoglienza per immigrati e rifugiati politici di Roma, nel quartiere Settecamini. La notizia ai residenti è arrivata solo una settimana fa, visto che il tutto era stato preparato in gran segreto. La struttura, da poco messa a nuovo dopo anni di abbandono, sarebbe destinata con autorizzazione del Comune al protocollo Sprar, per la prima accoglienza degli immigrati provenienti da Lampedusa, progetto coordinato direttamente dal ministero dell’Interno, con fondi europei. I residenti però non ci stanno e, ufficiale o no, si preparano alla lotta. Non vogliono accogliere nessuno, “non per razzismo”, come in molti tengono a sottolineare, ma perché si considerano i primi ad avere bisogno di accoglienza. E lo hanno gridato subito, non appena la voce del nuovo centro è rimbalzata di bocca in bocca, presidi, riunioni, manifestazioni spontanee concentrate in pochi giorni.

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