Comune di Roma, all’Ama le manifestazioni costano 50 milioni

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Comune di Roma, in Campidoglio Ignazio Marino discute del bilancio, dei costi di Ama e della chiusura di Via dei Fori Imperiali

Mentre la Giunta delle Palme, convocata proprio oggi non senza qualche perplessità degli assessori, sta discutendo il bilancio preventivo per il 2014, Ignazio Marino non ha perso occasione per ribadire la convinzione che solo il Governo può risolvere i problemi di Roma mettendo mano al portafoglio (degli italiani).

Lo ha fatto anche stamane ai Fori Imperiali in occasione dell’iniziativa “Porto l’orto a Lampedusa” della Onlus Terra! Così ai giornalisti ha fatto sapere di aver avuto moltissime conversazioni con il prefetto e il questore sull’ordine pubblico a Roma, mettendoli a parte del suo pressing sul ministro Graziano Delrio per stabilire il «valore economico da dare agli impegni che Roma, come Capitale, deve supportare».

I COSTI – Prendendo spunto dai danni causati dalla manifestazione dei movimenti il sindaco si chiede «i costi devono ricadere sui romani o devono essere dello Stato».

Risposta ovvia per Marino che ha dato i numeri a spanne sui costi aggiuntivi che Ama dovrebbe subire, pari, milione più milione meno a 50 milioni di euro. Insomma, 50 di qua, 25 per la differenziata un bel ritocchino alla tassa sui rifiuti 8 già previsti dal decreto) e l’Ama campa, si potrebbe celiare.

ROMA DA SALVARE – Così mentre litiga con il suo assessore al Bilancio Daniela Morgante che vorrebbe tagliare qualcosina e ridurre un po’ di tasse, lui punta dritto a Bingo «adesso bisogna che con una discussione rigorosa questa legge che riconosce Roma Capitale venga finanziata» mentre il decreto Salva Roma ter deve ancora essere approvato dal Senato.

Ma le convinzioni di Marino non cessano qui, così sempre nel corso della stessa iniziativa ha tirato fuori l’altra sua fissa, quella dei Fori Imperiali.

CHIUSURA DI VIA DEI FORI – «Io penso davvero – ha affermato – che nell’arco dei prossimi 24 mesi arriveremo a una chiusura permanente di tutta via dei Fori Imperiali così come avevamo promesso in campagna elettorale. È una decisione che restituisce alla storia e alla vita un patrimonio artistico unico nel pianeta».

Pianeta a parte, all’inizio del suo mandato aveva promesso, in omaggio alla sua superata concezione urbana della città museo, che li avrebbe chiusi entro quest’anno, ma evidentemente prima deve regolare i conti (nel senso più venale del termine) con Matteo Renzi.

 

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