Comune di Roma, restano a rischio i 300 euro di paga dei comunales

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Sta diventando davvero molto seria la questione del salario accessorio dei dipendenti comunali. Dopo che ieri i sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione che potrebbe preludere allo sciopero di tutti i comunales ove il Comune non dovesse dare garanzie ai lavoratori sulla intangibilità delle loro paghe, un certo nervosismo trapela nelle file della maggioranza che peraltro in quella categoria ha sempre trovato ampio consenso elettorale. Ma fuor dalla politica il problema sociale esiste, per le critiche a questa forma di pagamento accessorio cui non corrisponde alcun incremento di produttività: resta il fatto che lavoratori a livelli medi salariali di 1300 euro se ne vedrebbero decurtato il 30% con conseguenze sociali non irrilevanti. Nel frattempo il sindaco deve far fronte ad una ristrutturazione della macchina amministrativa che consenta risparmi effettivi così come dovrebbe avvenire per le municipalizzate, una ristrutturazione che i sindacati sono disponibili a discutere anche se tale confronto può apparire una tecnica dilatoria per allontanare sine die scelte sicuramente penalizzanti per i lavoratori.

LE RAGIONI DELL’ALLARME DEI DIPENDENTI – L’allarme fra i dipendenti nasce dalla relazione degli ispettori del ministero dell’Economia dello scorso mese che puntava il dito sul cosiddetto salario accessorio dei comunales che dovrebbe essere percepito  in ragione della produttività, ma che negli anni si è trasformato in un premio ormai parte integrante del salario. Su quale base questo indice di produttività doveva venir calcolato rimane un mistero, nè chiarimenti vengono dai sindacati che probabilmente nemmeno hanno mai affrontato il tema. Con il risultato che i 22.000 dipendenti capitolini risultano beneficati da un aumento di stipendio ingiustificato, mentre lo stipendio medio lordo dei dirigenti (il cui indice di produttività per obiettivi risulta altrettanto ignoto) si aggira sui 100.000. Ancora poche ore fa il presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti invitava alla calma ammettendo «l’impropria applicazione del salario accessorio» rilevata dagli ispettori del Mef, ma assicurando che l’Amministrazione sta ricercando «soluzioni più adeguate per applicare gli istituti contrattuali del salario accessorio per i quali tra l’altro sono già stati stanziati i fondi».

RISCHIO SCONTRO CON L’AMMINISTRAZIONE – La vera preoccupazione di Coratti riguarda «lo scontro paventato tra sindacati e Amministrazione in prossimità di un appuntamento internazionale come quello della santificazione dei due Papi» che «sarebbe un incomprensibile schiaffo alla città con conseguente perdita di attendibilità». «La rabbia cieca e senza proposte non è una buona consigliera» aggiunge con saggezza il presidente dell’assemblea capitolina. Rabbia che non si comprende da dove possa scaturire se lo stesso Coratti ha in precedenza affermato che «sono già stati stanziati i fondi» per il salario accessorio. D’altra parte la santificazione dei papi è questione di pochi giorni ma la questione del salario accessorio riguarda il futuro di migliaia di lavoratori.

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