Comune di Roma, Ignazio Marino ha la benedizione di Renzi

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Ieri nel corso delle celebrazioni per il 25 aprile il sindaco Ignazio Marino ha scambiato due parole con Matteo Renzi, che l’ha incoraggiato con un “vai avanti così” suscitando qualche dubbio in chi ricorda l’incoraggiamento dell’attuale presidente del consiglio al suo predecessore Letta con l’ormai famoso “Enrico stai tranquillo.”

Ma si sa, in politica le parole volano come farfalle che nemmeno la vispa Teresa riesce ad acchiappare. E poi Matteo ha altro da fare con i capricci dell’ex cavaliere sulle riforme ed il fiato sul collo di un Grillo che ormai i sondaggi pre-elettorali danno quasi al 28%.

PROMESSE E FACCENDE IN CASA PD – Anche Ignazio di parole e promesse ne ha sprecate molte, come quella dell’8 gennaio scorso quando il sindaco affermò “Non aumentare le tasse di competenza comunale per il 2014 è il mio obiettivo.” Questa era anche la convinzione dell’assessore fresca di dimissioni, Daniela Morgante, che avrebbe preferito tagli ben più consistenti degli 80 milioni previsti da Marino a sprechi e parassitismi. Così mentre il Pd romano si agita per il rimpasto di Giunta prima o dopo le europee cui, tranne gli addetti ai lavori (giornalisti compresi) non frega proprio a nessuno, la Giunta si appresta a varare il bilancio 2014 con il debutto della nuova tariffa per i servizi indivisibili (Tasi) che verrà applicata per il 2,5 per mille, salve le detrazioni previste per i redditi più bassi che già nel 2012 non pagavano l’Imu.

I DATI SULLE RENDITE CATASTALI – Questa mattina Repubblica riportava i calcoli dell’Agenzia del Territorio secondo i quali la rendita catastale media nel centro storico di Roma vale 1.123 euro, quindi una casa di cinque vani pagherebbe circa 400 euro che potrebbero salire sino a 1.790 nel caso di seconda abitazione. Sull’Appia, prosegue Repubblica, la rendita media è fissata a 823 euro e la Tasi dovuta sarebbe di 300 euro. C’è da aggiungere che nei calcoli per le varie zone della città bisognerà considerare la riclassificazione dell’Agenzia delle Entrate che a fine 2013 ha adeguato ai reali valori di mercato 175 mila immobili di 14 zone dal centro storico, con un aumento di 123 milioni per le rendite catastali nelle aree di pregio. A ben vedere in tutta l’operazione c’è una logica di equità fiscale ma va considerato che già i romani pagano ogni anno lo 0,9 per mille di irpef comunale del quale lo 0,5 va alla gestione commissariale per il pagamento del mega debito accumulato prima del 2008.

L’AUMENTO IRPEF NEL 2015 – Nel 2015 la Regione farà scattare l’aumento, di 1 punto dell’Irpef che potrebbe raggiungere il poco invidiabile primato del 4,53%, aumento dal quale saranno esenti circa 2 milioni di laziali con redditi inferiori ai 28.000 euro, come concordato con i sindacati. Ma anche se esistono apparentemente margini per gli aumenti di imposte e tariffe, come avverrà per suolo pubblico, soggiorno, musei e altro, è anche vero che questa danza degli aumenti non potrà proseguire a lungo senza tagli e sostanziali ristrutturazioni della macchina amministrativa e delle municipalizzate. Quindi va pur bene “Ignazio va adelante”, ma con molto “judicio” sulle tasse.

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