Comune di Roma, rebus lavoro per 2500 dipendenti della Multiservizi

I lavoratori vogliono risolvere la questione prima della scadenza dei loro contratti e prima che cambi l'assetto della società

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La questione della Roma Multiservizi si presenta davvero complicata e comunque tale da impensierire i i 2500 operatori scolastici. Vediamo di fare chiarezza semplificando la questione. La Multiservizi come noto è una società controllata da Ama al 51% il restante 49 è suddiviso fra Manutencoop e Veneta Servizi. Sempre semplificando, due sono i contratti che fanno capo alla società uno riguarda aspetti di gestione della pubblica igiene l’altro la manutenzione e servizi per le scuole: pulizie, manutenzione ordinaria, scuolabus e i servizi antiparassitari e altro.

NESSUNA PROROGA ALL’APPALTO – Per rispondere ad alcuni rilievi portati dal Ministero Economia e finanze il Comune ha deciso di non procedere ad ulteriore proroga dell’appalto  e di spostare tutte le mansioni che riguardano lo la scuola sulla convenzione Consip Spa, la società del ministero del Tesoro che si occupa di centralizzare gli appalti e verificare la spesa degli Enti Locali. Per la Provincia di Roma, l’appalto Consip è già affidato al Cns, Consorzio Nazionale dei Servizi, che subentrerà a Multiservizi, il cui contratto scade il 31 luglio, al prezzo di 48 milioni di euro annui, anziché i 52 attuali. Ed è a questo punto che subentra il problema dei 2500 dipendenti fra regolari e in subappalto che hanno un contratto di 15 ore settimanali per 10 mesi l’anno. Lo stipendio, in questo caso è di 450 euro al mese per 3 ore al giorno, ma la Multiservizi garantisce loro altre 10 ore settimanali di straordinario portando la busta paga a 750-800 euro mese. Con il passaggio a Cns c’è solo la certezza  di mantenere il minimo di 450 euro, mentre rimarrebbe incerta la sorte di 80 impiegati e 160 cuochi.

LA VENDITA DELLE QUOTE AMA – Ma la questione si complica perché Ama entro 10 mesi intende vendere le proprie quote sul mercato e i nuovi soci subentrerebbero sia nei contratti di igiene pubblica con Ama sia in quelli per i servizi scolastici con il Comune. Ieri Fortini affermava che anche in caso di cessione delle quote i lavoratori sarebbero stati tutelati ma come noto non c’è accordo che tenga quando nuovi soci subentrano perché il loro scopo rimane pur sempre l’equilibrio dei conti. Per questa ragione la politica ed i sindacati spingono sull’assessore alla scuola Alessandra Cattoi perchè anche il contratto che riguarda i servizi scolastici venga prorogato per 7 anni come quello vigente con Ama per i servizi di igiene pubblica. Così si obbligherebbero gli eventuali soci subentranti al rispetto delle relative clausole fra le quali è previsto anche l’attuale livello retributivo e degli organici. Questo vorrebbe la politica, ma la vendita per l’anno prossimo delle quote è un vincolo che impone il Governo per le società pubbliche che forniscono servizi pubblici non essenziali. Quindi la partita, dicono il lavoratori, va chiusa adesso prima che il contratto scada e avvenga l’ineluttabile cessione della maggioranza di Mutiservizi.

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