Mafia capitale, sequestrati beni per quasi 1 miliardo e mezzo ai boss

Il nodo resta quello di restituire i beni mafiosi alla collettività, evitando che tornino nelle mani della delinquenza

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guardia di finanza ostia evasione

Valgono oltre 1 miliardo e 300 milioni (cui vanno aggiunti i beni per 113 milioni recentemente sequestrati all’imprenditore Cristiano Guarnera inquisito per Mafia Capitale) i beni sequestrati e confiscati alla criminalità dal comando provinciale della Gdf solo nel 2014. Oltre il doppio del 2013, cinque volte di più del 2012. I dati coincidono con l’arrivo a capo della Procura nel 2012 di Giuseppe Pignatone. Il risultato più clamoroso riguarda «Mafia capitale» dove gli uomini della Gdf al comando del generale Ivano Maccani, hanno sequestrato la bellezza di circa 313 tra beni mobili e immobili.

COLPITI I PATRIMONI DEI BOSS – Le operazioni di confisca più ‘micidiali’ hanno colpito, fra gli altri, i patrimoni di boss come Massimo Carminati, Ernesto Diotallevi o Mario levine. Una linea di azione che vede protagonisti Pignatone, l’aggiunto Michele Prestipino, gli uomini della Finanza, ma anche i Ros dell’Arma e la Polizia di Stato, d’intesa con il prefetto Giuseppe Pecoraro che quest’anno ha firmato 19 interdittive antimafia. Tra le operazioni che hanno incluso sequestri o confische, almeno dieci hanno incluso il capo di imputazione di associazione di tipo mafioso (articolo 416 bis). La battaglia più difficile e ancora da vincere, è quella di restituire i beni mafiosi alla collettività, evitando che i boss o i loro prestanome li riprendano, oppure scongiurare che le aziende sottratte ai mafiosi finiscano falliscano o restino a languire sino alla loro pratica estinzione.

RESTITUIRE I BENI AI CITTADINI – Compito che spetta, fra mille difficoltà, a Gugliemo Muntoni nominato da circa un anno presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma dopo aver a lungo presieduto il Tribunale per il Riesame. Oggi il magistrato dispone di un sistema informatico di catalogazione che l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alle mafie (Anbsc) non ha mai avuto. Intanto ha già disposto, per le misure di sequestro nell’operazione Mafia capitale, che i vertici inquisiti delle cooperative di Buzzi siano sostituiti dagli amministratori giudiziari che non interromperanno l’attività di quelle aziende che per lo più lavorano sul sociale.

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