Comune di Roma, su Adir i sindacati scrivono a Sabella

In una lettera al neo assessore alla legalità Cgil-Cisl-Uil-Fna-Snfia chiedono chiarimenti sugli obiettivi dell'operazione

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Cgil-Cisl-Uil-Fna-Snfia hanno scritto all’assessore alla legalità Alfonso Sabella in merito alla liquidazione della municipalizzata Assicurazioni di Roma perché l’operazione «appare poco chiara, essendo fumosi gli obiettivi manifesti e, magari, anche quelli occulti.» Una accusa pesante, cui seguono una serie di considerazioni che sconsiglierebbero l’operazione. Intanto per quei 6 milioni di soldi pubblici che rappresentano la  quota d’intermediazione che una volta ”fatta sparire” AdiR il Comune e le altre partecipate quali Ama e Atac, dovranno spendere in più per coprire i propri rischi assicurativi a vantaggio dei broker di altre assicurazioni. A questi costi si aggiungerebbero le spese per la liquidazione della società  che potrebbe richieder anche 10 anni come prevede la legge.

AZIENDA NATA NEL 1973 – L’idea di chiudere AdiR non è nuova, ma è sempre esclusa la convenienza dell’operazione, tant’è vero che (ricordano i sindacati) che Cotral dopo esserne uscita nel 2003 ci rientrò nel 2006. AdR nasce nel 1973 per assicurare i rischi del Comune di Roma e delle sue principali partecipate per la responsabilità civile della viabilità stradale e a quelle relative alla flotta dei bus urbani ed extra urbani. Per di più, secondo i sindacati, si tratta di una azienda sana e in attivo da anni che garantisce l’assenza di ogni costo interno al Comune di Roma e alle sue partecipate sia in termini di personale che di spesa.

VERTICI AZZERATI NEL 2013 – Nel settembre del 2013 il sindaco ne azzerò i vertici ottenendo la convalida dal Tar il mese successivo. Marino allora parlò di un «quadro particolarmente allarmante sulle modalità di gestione della mutua da parte (di quel) cda… dall’assenza di qualsiasi iniziativa di controllo da parte del presidente del cda, in relazione all’area sinistri» della «inadeguatezza dell’attività del collegio sindacale.» Nominati i nuovi membri del cda in quota Roma Capitale (gli altri soci di Assicurazioni di Roma sono Atac, Ama e Cotral Patrimonio) il Sindaco decise di portare tutte la carte in Procura per chiarire eventuali responsabilità ed evitare ripercussioni, anche economiche sotto forma di sanzioni, alle casse del Campidoglio. Arriviamo così all’ormai prossimo bilancio 2015 che con lo scioglimento di AdR punta ad incamerare una cifra tra i 250 e i 300 milioni di euro, al netto del pagamento dei premi assicurativi. Ricordiamo che già nel giugno 2011 la nostra testata affrontò il problema di Adr allora sollevato anche da Federconsumatori, ottenendone una formale diffida. Il tempo ci ha dato ragione.

LEGGI L’ARTICOLO DEL 2011: ADIR, UN PROBLEMA PRONTO A ESPLODERE

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