#Marinononstaresereno: per Renzi non può dormire “sonni tranquilli”

Le parole del presidente del Consiglio martedì mattina in un colloquio con il quotidiano "La Stampa"

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«Se torna “Renzi 1”, fossi in Marino non starei tranquillo». Così il premier Matteo Renzi, in un colloquio con “La Stampa” sul sindaco di Roma. Nell’intervista, il presidente del Consiglio ha rimarcato la necessità che torni «il vero Renzi» perché queste elezioni «dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince». Renzi 1 o 2, ben poca importanza ha per il sindaco Marziano che vede mettere in forse un sostegno sul quale fondava la propria possibilità di sopravvivenza. Forse solo un avvertimento quello del leader che comunque smentisce le granitiche certezze di Matteo Orfini commissario di un Pd romano in liquefazione.

Già qualche elemento della relazione presentata al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, trapelava questa mattina sulla stampa che lasciavano intravedere anche le responsabilità dell’attuale amministrazione quantomeno sino al novembre dello scorso anno. Soprattutto per quei debiti fuori bilancio che alimentavano il sistema delle cooperative sociali, bianche o rosse che fossero. Se il sindaco faceva conto sulla debolezza del partito che lo ha fatto eleggere al Campidoglio e oggi senza alternative apparenti all’attuale sindaco, l’affermazione di Renzi lascia capire che l’alternativa si può sempre trovare soprattutto se decisa da Lui e  senza quelle primarie che gli hanno creato una marea di guai in Liguria, a Veneza e altrove.

D’altra parte la bandiera della legalità cui si avvolge con ostinata determinazione Ignazio non solo risulta insufficiente al recupero di consensi, ma lo espone ad altri sussulti in caso di prevedibili ulteriori arresti di fronte al quale neppure il più benevolo dei prefetti potrebbe glissare. Se il commissariamento della Capitale per Mafia sarebbe dirompente, sarà ben difficile indurre il sindaco a dimissioni anticipate per il semplice fatto ch Marino dall’esperienza romana ne uscirebbe politicamente distrutto e senza contropartite di dignitosa compensazione. La sfiducia in Consiglio, pur fra i sotterranei mugugni della maggioranza, costringerebbe alle lezioni anticipate senza una alternativa a Marino.

Con il rischio di portare al ballottaggio i Grillini, un prezzo che Renzi non è assolutamente disposto a pagare soprattutto per la Capitale d’Italia. Resta da capire se il Renzi 1 corrisponda a quel accentuato decisionismo dell’ex sindaco di Firenze che non pare aver dato gran prova di se dopo le elezioni europee che comunque rappresentavano un test anomalo. Situazione aggrovigliata con una sinistra indebolita, una destra (più o meno riformata) compromessa con Alemanno ed un’astensionismo che dai recenti sondaggi va accentuandosi. Ma, lo affermiamo spesso, la politica è l’arte dell’impossibile e a ben vedere pareva impossibile che un noto chirurgo potesse divenire il sindaco di una delle Capitali storicamente e amministrativamente fra le più anomale d’Europa. Eppure è avvenuto.

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