Comune di Roma: Improta se ne va, ma non si sa quando

Ancora incerto l'addio ufficiale dopo i molteplici annunci sull'addio alla giunta Marino

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Se ne va? non se ne va? Boh, ma, chissà. Parliamo dell’assessore alla mobilità Guido Improta che annuncia alla stampa (in primis giorni fa al  Corriere della Sera) di voler lasciare lasciare, ma i tempi ancora non sono chiari perché, come ha dichiarato l’assessore al termine di una audizione in commissione Turismo «tempi e modalità verranno decise dalle persone che hanno responsabilità politiche e a cui compete il potere di mantenermi in questa carica, sono prerogativa del sindaco e del Pd e mi atterrò alle decisioni che verranno assunte».

Da chi? Dal sindaco, è improbabile che si voglia privare di una spalla così importante. Dal Commissario Matteo Orfini che di questa amministrazione non vorrebbe toccare alcun tassello importante per non creare altri casini? O addirittura del presidente del consiglio Matteo Renzi cui Improta ha sempre dichiarato di ispirarsi? Però, nonostante questi se e ma, lui insiste sulle dimissioni e aggiunge «Si sapeva che la mia esperienza, e lo dissi anche in tempi non sospetti, era da considerare a termine, dopo di che questo termine doveva essere concordato per non penalizzare l’attività del sindaco».

Che in soldoni vuol dire (anche se non c’e l’aveva detto nessuno) che lui era un assessore a tempo determinato. Secondo alcune sottili, quanto informate, interpretazioni giornalistiche è molto probabile che l’addio “senza rancor” avvenga dopo la relazione di Gabrielli, come si leggerebbe tra le righe di queste parole: «Quello che hanno detto Orfini e la Serracchiani è il perimetro della discussione. Il primo ha detto che ci sono delle valutazioni complessive che vanno fatte in presenza della relazione del prefetto Gabrielli e la seconda ha avuto la sensibilità di evidenziare che ci possono essere delle scelte personali che non necessariamente debbano essere oggetto di una valutazione politica».

Insomma, se uno si ammala, deve badare ai figli o semplicemente si è rotto non c’è valutazione politica che possa reggere. Quindi, dice Improta «prendo atto di queste due autorevoli voci del Pd e con i tempi e i modi che hanno voluto indicare collegherò le mie decisioni e le decisioni del sindaco rispetto ai due paletti posti». Che fuor di paletti potrebbe voler dire che Improta ci sta sino alla fine di luglio o giù di li. Poi i soliti convenevoli di rito sulla radiosa esperienza con Ignazio, i meravigliosi progetti avviati, gli evidenti successi per Atac ecc. ecc. Ma alla fine di questa fiera se Improta molla, Marino si farà molti lividi che nemmeno il solerte capogruppo del Pd Panecaldo (indicato quale eventuale successore di Improta) potrà mai lenire.

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