Roma, turismo in crescita. Ma così non basta

Incremento di visitatori del 4%. Ma non c'è paragone con le altre capitali europee

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Il turismo è la vera industria di Roma e si spera non l’unica, se si sviluppassero l’innovazione e le reti. Dovrebbe esserlo anche la cultura, come almeno era nelle intenzioni di Rutelli e Veltroni, ma le dimissioni di ieri di tutto il Cda di Palaexpo che comprende la struttura storica di via Nazionale e delle Scuderie del Quirinale non è un buon segno.

NO “VISION” – Anche perché l’unica strategia culturale dell’attuale sindaco guarda quasi esclusivamente alle vestigia storiche, all’archeologia classica e lontano (anche culturalmente) dalle nuove tendenze della cultura e dell’intrattenimento. É vero che mancano i soldi, nonostante tutta la buona volontà dell’assessore Giovanna Marinelli che per anni ha collaborato con Veltroni, ma è anche vero che manca la “vision” della cultura coniugata con il turismo, come succede nelle altre capitali europee.

RIPRESA – Sia come sia il turismo a Roma registra comunque segnali positivi con 15 milioni di arrivi nella nostra città, che comportano circa 35 milioni di presenze con un trend sicuramente in crescita. Con una occupazione diretta di 180.000 addetti, il turismo costituisce il 10% del Pil della Capitale, “unico comparto che possa dare questi numeri importanti e questo contributo economico alla città“. Lo ha detto Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, durante la 65esima riunione annuale dell’associazione, che si è tenuta stamattina a Roma. “Ci sono però – ha aggiunto Roscioli – delle situazioni che devono essere risolte. Innanzitutto, Roma è una città poco competitiva: abbiamo delle tariffe troppo basse, checchè ne dicano altri“. Se infatti confrontiamo Roma con città come Londra, Berlino, Parigi, Tokyo e New York, la capitale va a finire in coda alla graduatoria. Resta il fatto che nei primi cinque mesi dell’anno c’è stato un incremento del 4% in più di turisti. Roscioli ricorda che dati dall’Anno Santo 2000 registrarono un aumento del 5-6%, obiettivo che potrebbe essere raggiunto anche per il prossimo Giubileo.

ETNIE A ROMA – Guardando alla nazionalità degli ospiti risulta che sono aumentati cinesi e americani, diminuiti i russi che sono in arretramento del 30% per la svalutazione del rublo. Le presenze cinesi l’anno prossimo dovrebbero aumentare del 10%. Le Rimostranze irrisolte degli albergatori rimangono sempre le stesse: abusivismo e illegalità. Ma questa è un’altra storia.

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