Ecomafie, Tronca ascoltato in commissione

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L’ex commissario della Capitale, il prefetto Francesco Paolo Tronca, si è presentato in audizione alla commissione parlamentare ecomafie per rispondere ai quesiti su Ama relativi al periodo del suo incarico. In tono molto sicuro, di chi la materia l’ha davvero seguita, ha spiegato ai commissari che al suo insediamento nell’ottobre del 2015 prese atto che il contratto di servizio tra Ama e Campidoglio risaliva addirittura al lontano gennaio 2004. Tuttavia erano state approvate dall’Aula Giulio Cesare due deliberazioni del settembre 2015 con le quali l’assemblea aveva approvato le linee guida e di indirizzo programmatico per il nuovo contratto oltre all’affidamento per 15 anni del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Il contratto in essere venne prorogato fino al 31 marzo 2016 con delibera commissariale del dicembre 2015 salvo varare quello nuovo il 12 maggio 2016.Questo prevede la pianificazione dei servizi in una prospettiva  di decentramento, con un aumento della produttività, lo sviluppo e il consolidamento della logistica aziendale. Nel nuovo contratto di servizio veniva inoltre previsto il monitoraggio periodico dei livelli di soddisfazione dell’utenza e della carta della qualità dei servizi. Sulla Tari fu conferito il mandato di riscossione al dipartimento Risorse economiche. Nella sostanza con queste misure il Commissario aveva rimesso ordine e trasparenza nel rapporto Comune e municipalizzata. Altro discorso riguarda gli impianti che secondo Tronca già allora erano  al limite per il pieno trattamento dei rifiuti indifferenziati «con una fragilità – ha aggiunto – derivante dalla totale coincidenza tra la capacità complessiva di trattamento e la quantità media di rifiuti prodotti dalla città». Con l’evidente conseguenza che «vari fattori potevano determinare uno stress operativo e flessioni della capacità dell’impiantistica, vista la non ampia disponibilità di trattamento di garanzia».

Nonostante questa situazione ‘al limite’ Tronca ha confermato che per la durata della gestione commissariale i vertici di Ama, allora governati da Fortini, hanno sempre affermato che una vera e propria emergenza rifiuti non esisteva e che eventualmente con un ulteriore tritovagliatore mobile si sarebbe comunque potuto farvi fronte. Camillo de Milato, sub commissario all’ambiente nel corso della gestione commissariale, ebbe modo di visitare gli impianti di Rocca Cencia e via Salaria trovandoli «in condizioni particolarmente brutte». Infine a Tronca è stato chiesto se ci fossero stati contatti con il sindaco di Roma Virginia Raggi o con esponenti del Movimento 5 Stelle prima dell’elezione della sindaca. Domanda alla quale il prefetto ha risposto seccamente «incontri individuali, con me, non ci sono stati: lo escludo categoricamente. Abbiamo soltanto incontrato una o due volte un gruppetto di rappresentanti del Movimento 5 Stelle, nell’ambito degli incontri con le rappresentanze politiche fatte con i gruppi consiliari nel precedente consiglio comunale». Probabilmente il Movimento non aveva alcuna necessità di confrontarsi con il Commissario visti i rapporti con la Muraro, dimissionaria assessora all’ambiente, che ben conosceva la situazione in Ama data la sua consulenza all’azienda di oltre 10 anni. Nonostante questo ‘prezioso’ apporto i due impianti citati rimangono ai limiti delle loro capacità, mentre l’amministrazione ha detto un secco no agli ecodistretti, alla discarica di servizio richiesta dalla Regione per non parlare del terzo impianto di termo valorizzazione auspicato dal Ministero dell’Ambiente che anche alla Cristoforo Colombo, in giunta regionale, vedono come il fumo negli occhi.

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