Discarica area Testa di Cane (Malagrotta), un altro processo prescritto

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Il sistema rifiuti della Capitale e del suo hinterland si sa è un universo a sé stante, così come l’area di Testa di Cane a Malagrotta, dove la società responsabile è accusata di violazione delle norme edilizie ed ambientali.
I fatti contestati concernono violazioni urbanistiche per aver realizzato i lavori senza permesso di costruire, nonché ambientali, per aver realizzato opere finalizzate alla realizzazione di una nuova discarica (opere di scavo, impermeabilizzazione, posizionamento dello strato sabbioso drenante sul fondo), tutto senza le necessarie autorizzazioni ambientali.

Il processo è caduto in prescrizione e questo non consente di ottenere alcuna giustizia nei casi di reati ambientali.

Non c’è nessuna tutela ambientale, i danni in questo ambito sono considerati marginali e lasciati così cadere nel vuoto. Ci troviamo in un sistema malato: processi lunghi e prescrizioni brevi, si vuole fare qualcosa per cambiare questo stato di cose, o molto probabilmente resiste l’interesse dei più a mantenere lo status quo?

Persiste una costante e continua mortificazione della società civile e dei corpi collettivi, che sono stati anche tre giorni fa, cacciati dal GUP di Roma Dott.ssa Anna Maria Fattori, che con formalismi pretestuosi ha letteralmente sbattuto fuori le Associazioni che sono state il baluardo di legalità a Colleferro, altro disastro ambientale.

“Codici dal canto suo, nonostante i reiterati tentativi di scoraggiarci, continuerà a battersi per la legalità ed affinchè la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente rimanga un caposaldo dell’Associazione” – afferma il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli.

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