Marra, lo “spermatozoo” che non vuole essere scarcerato e rinnega il Movimento 5stelle

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Secondo l’Huffington Post di Lucia Annunziata qualche mese fa Raffaele Marra ha dato disposizioni ai suoi avvocati “di non presentare alcuna istanza di scarcerazione, io voglio rimanere in galera. Io devo rimanere qua fino a quando non sarò sufficientemente in grado di dimostrare la mia estraneità” continua Marra nel carcere di Regia Coeli. “Il mio rapporto con il Movimento (Cinquestelle ndr) – aveva aggiunto davanti al gip – è assolutamente inesistente.
Io conoscevo una persona del Movimento che si chiama Salvatore Romeo e perché era un mio funzionario al dipartimento Partecipazione, questo era il rapporto che avevo. Io sono una persona perbene, non sono un corrotto, non ho mai aiutato nessuno, questo deve essere chiaro”. Il 7 luglio 2016 quando il suo incarico di vicecapo di gabinetto dell’amministrazione Raggi veniva rimesso in discussione, Marra spiegava di essere vincitore di concorso pubblico nel 2006 e dirigente capitolino dal 2008. Contattato al telefono dall’Huffington disse: “Sfido chiunque a vedere le mie carte, il mio curriculum e tutte le denunce che ho fatto in questi anni”.
Domanda: lei sfida anche Beppe Grillo e Luigi Di Maio, che ha fatto da mediatore in questa storia?
Sì, sono pronto a pagare io il pool di avvocati che il Movimento vorrà scegliere affinché io venga valutato per quello che ho fatto. E dico anche, se il Movimento ha come via maestra la legalità, io mi definisco lo spermatozoo che ha fecondato l’ovulo del Movimento. Sono uno di loro”.
Il 15 settembre dello scorso anno la onorevole pentastellata Roberta Lombardi scriveva su Facebook riferendosi a Marra: “Qualcuno si è auto definito ‘lo spermatozoo che ha fecondato il Movimento’. Io penso che la definizione esatta sia ‘il virus che ha infettato il Movimento’. Ora sta a noi dimostrare di avere gli anticorpi”.
La questione è talmente complicata che secondo il Corriere della Sera Virginia non potrebbe nemmeno firmare la procura per la costituzione di parte civile del Comune nei confronti di Marra. Perché se la Raggi firmasse “sarebbe difficile stabilire la vera ragione: per rivalersi contro Marra (il suo ex braccio destro, poi scaricato) o per conoscere in anteprima le carte e dunque valutare le mosse dei magistrati Francesco Dall’Olio e Paolo Ielo? Dunque, a meno che l’altra inchiesta non si concluda prima del processo a Marra, il contrasto c’è. E va risolto. I Cinque Stelle non possono permettersi una scivolata politica proprio su questo. La speranza è che quella procura venga firmata da altri. Magari dal vice sindaco”. Intanto, (vedi link), per il Gip Marra deve rimanere in carcere fino al processo previsto a fine maggio.
Giuliano Longo

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