Multe ai rovistatori di cassonetti? Ma ci facciano il pacere…

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Mentre i vigili assenteisti di quel capodanno 2014 vengono assolti dopo essere stati crocifissi dai giornaloni romani e additati da Ignazio Marino quale esempio di ogni nefandezza (prima di mafia capitale), dai palazzi capitolini è un continuo levarsi dell’ossessivo grido: legalità, legalità, legalità! Che spesso non è sinonimo di capacità, ma tant’è, in un Paese dove basta una fuga di riservatissime notizie di indagine per rovinare le persone, loro, gli onesti grillini, vorrebbero avere la funzione della ghigliottina come ai tempi del terrore giacobino.
Loro che da parlamentari guadagnano solo 3.500 euro mese lasciando il resto dell’emolumento ad un fondo delle piccole imprese, salvo poi scoprire che guadagnano oltre il doppio grazie ai fondi di rimborso spese previsti per gli onorevoli. Prassi, questa della generosa rinuncia, che non ci risulta applicata al Comune di Roma dove gli assessori prendono i loro stipendio, i consiglieri pure e il nuovo city manager si avvicina ai 200mila euro anno (per non parlare dei consulenti e degli staff abbondantemente retribuiti). Onestà, onestà, berciano eccitati, con una sindaca indagata per la promozione di Renato, fratello di Marra di quel Raffaele Marra (servitore dello stato) attualmente detenuto per corruzione. Mentre qualche dubbio suscita anche l’assunzione dell’altro fidatissimo, Salvatore Romeo (il donatore di polizze) che in qualità di segretario di Virginia percepiva solo 95mila euro al posto dei 120 iniziali. Bazzecole!

Così dopo un titubante avvio (si fa per dire) dell’amministrazione Raggi, ormai quasi completate le caselle di governo solo dopo otto mesi, oggi è tutto in tripudio di comunicati,  annunci, proclami e inefficaci grida manzoniane che stanno surclassando la pur ridondante produzione di Ignazio nei suoi anni di permanenza in Campidoglio. Ne volete esempio? Le annunciate sanzioni ai rovistatori di cassonetti che sono state accolte con boatos di ilarità negli inamovibili campi rom dove nessuno ha mai pagato una sanzione in vita sua. Anzi, se il/la rom proprio non ammazza qualcuno e si limita a rubacchiare o borseggiare, ha la certezza di uscire di galera dopo pochi giorni. Nel caso dei rovistatori si sono levate anche le voci pietose degli umanitari ad oltranza che difendono indigenti e disperati costretti a rovistare, probabilmente interpellati uno per uno sulle loro disgrazie. Anzi se ben ricordiamo, ci fu anche qualche bello spirito chi propose di riconoscere questa illecita attività come lavoro socialmente utile. Se non fosse che dietro a questa antigienica febbrile attività ci sta un racket che sottrae metalli alla differenziata, li pulisce con fumi venefici e li fa pervenire alle fonderie magari del Nord Italia senza pagarci Iva o balzello di sorta.
L’assessora all’ambiente, la nordica Pinuccia Montanari, consapevole che le multe non le pagherà mai nessuno, prospetta la soluzione finale (certo non quella contro i nomadi di hitleriana memoria che storicamente è stato un insulto a tutta l’umanità). Eliminiamo i cassonetti! Già il signor Lapalisse non sta nella pelle per tanta ovvietà, ma si placa quando l’assessora annuncia  che la rimozione dei debordanti contenitori avverrà nel 2021. Quando il porta a porta verrà completato e finirà il mandato della Raggi (sempre che resista sino ad allora). Nel frattempo l’onesto cittadino (il solito pensionato rompipalle) che osasse ammonire lo zingaro/a di turno invitandolo a ributtare la monnezza nel cassonetto appena rovistato, sarà oggetto di insulti in una incomprensibile lingua, se non peggio. Se non andiamo errati la sindaca, un tempo giuliva, propose di installare delle telecamere per stroncare l’incivile fenomeno, salvo non indicare cosa sarebbe successo dopo l’osservazione, (supponiamo in centrale operativa) dello squallido show. Ovviamente non si possono impiegare i vigili urbani in questa opera di ‘repressione’, ma almeno potrebbero evitare di girarsi dall’altra parte quando lo zingara/a sono in azione. Tanto più che il maltolto metallifero è ben visibile su pittoresche carrozzine di fortuna agilmente trascinate.
Questo è un esempio, ma potremmo citarne altri quali l’evasione sui mezzi pubblici, la sosta selvaggia, la differenziata non praticata, l’usanza di liberarsi di tutto per strada anche in mancanza di appositi cestini ecc ecc ecc.  Certo, c’è anche un problema di coscienza civica che negli ultimi dieci anni si è paurosamente sgretolata nel sentire di questa nostra comunità e non solo nelle periferie. Ragione di più per non annoiare con comunicati e proclami, agitando il nobile termine di onestà intesa solo come propaganda politica per surriscaldare il clima di scoglionamento generale nei confronti della classe politica. Ma è anche giusto che i cittadini aprano gli occhi e si rendano conto che la fantomatica rivoluzione grillina non esiste e  l’ossessivo richiamo all’onestà si rivela lo slogan abusato di chi vuol coprire la propria inadeguatezza di governo.
Giuliano Longo

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