Ancora sul caso Zetema e sugli emolumenti del presidente Albino Ruberti

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Albino Ruberti

In merito all’articolo da noi pubblicato ieri e riguardante Zetema (clicca qui per il link), l’ex assessore alla cultura della giunta Alemanno (da lui dimissionario nel gennaio del 2011) Umberto Croppi ci ha inviato una precisazione in merito agli incarichi del presidente della municipalizzata Albino Ruberti. «Debbo correggerti – ci scrive – Albino Ruberti non è AD di Federculture che è una associazione e non ha amministratore. Ha un presidente che non prende emolumenti e un direttore generale, Ruberti è membro del Consiglio Direttivo con una ventina di persone a titolo gratuito», come d’altronde lo stesso Croppi, che ne fa parte.

Preso atto della precisazione dell’amico Croppi dobbiamo tuttavia aggiungere che l’articolo citato faceva riferimento ai numerosi incarichi che fanno capo ancora oggi al presidente e amministratore delegato di Zetema. Così abbiamo voluto approfondire la questione e abbiamo notato che lo stesso Ruberti è anche Amministratore delegato (Luigi Abete presidente) di Civita Cultura Holding che guida il Gruppo Civita, «una grande realtà imprenditoriale – citiamo dal portale internet – specializzata nella valorizzazione dei beni culturali di cui fanno parte Opera Laboratori Fioerentini, Civita Mostre, Civita Siclia e Civita tre venezie…». Dalla sezione ‘amministrazione trasparente. Sezione Organi di indirizzo politico amministrativa’ del portale stesso risulta che al 30 settembre 2016 il dottor Ruberti percepisce 121mila euro annui lordi per incarichi ricoperti a Civita Cultura srl e Associazione Civita srl. Emolumento che si aggiunge ai 132mila euro annui lordi che Ruberti percepisce in qualità di Ad e presidente di Zetema.

Siamo convinti che le competenze acquisite nei decenni dal presidente della municipalizzata nel mondo dell’arte e della cultura siano indiscutibili e non spetta a noi valutare se il presidente di Zetema possa assolvere ad altri incarichi retribuiti per realtà, sia pure di grande prestigio, che hanno comunque natura privata. Nel dubbio e inattesa di smentite che saremo ben lieti di pubblicare con la dovuta evidenza, giriamo la domanda alla sindaca Virginia Raggi e al suo vice Luca Bergamo che ha conservato anche la delega alla cultura.
Giuliano Longo