La Roma del M5S si candida per ospitare la formula E

La Federazione Internazionale dell'Automobile si farà carico di rifare il manto stradale per i 4 chilometri del circuito

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Formula E

di GIULIANO LONGO

Roma si candida per la Formula E (bolidi elettrici) all’Eur. La mozione, a firma dei consiglieri del M5S Angelo Diario, Marcello De Vito e Paolo Ferrara, e dal capogruppo di Fdi Fabrizio Ghera, ha ottenuto il voto bipartisan dell’Aula. Se la candidatura di Roma dovesse andare in porto, per “compensare” i disagi causati ai romani per la chiusura di alcune strade tra cui la Colombo, (limitata a due giorni), la Federazione Internazionale dell’Automobile, come ha spiegato il consigliere M5S e presidente della commissione Sport Angelo Diario «si farà carico di rifare il manto stradale di 4 chilometri di strade del circuito». Con questa mozione si da mandato alla Giunta di candidare Roma come una delle sedi del prossimo mondiale di Formula elettrica della Fia, ideato avviato nel 2014 e che il prossimo anno arriverà alla quarta edizione di Roma.

I tre precedenti campionati della serie automobilistica si sono svolti in grandi città come Parigi, Berlino, Buenos Aires e Città del Messico, inoltre da quest’anno tra le novità ci sarà l’utilizzo di automobili senza pilota, quindi questo campionato sarà una sorta di laboratorio per le nuove tecnologie applicate alle automobili. Infatti queste monoposto sono silenziose e non danno problemi ai residenti, con il vantaggio, rispetto alla Formula 1 a suo tempo vagheggiata da Alemanno, che la corsa priva di rumore assordante sarà notevolmente spettacolare. Inoltre essendo auto elettriche non c’è il problema dell’inquinamento ambientale e il progetto non richiede l’ampliamento delle strade e la costruzione di strutture fisse. Per due giorni saranno chiuse al traffico la via Cristoforo Colombo e limitrofe, ma alla fine si avranno strade nuove perché la Federazione si farà carico di rifare il manto stradale per i 4 chilometri del circuito oltre a lasciare servizi per il quartiere. Fra questi colonnine di ricarica per auto elettriche, postazioni per il bike sharing e punti wi-fi.

Per quanto riguarda l’impatto economico, non è previsto un finanziamento diretto da parte del Comune che invece parteciperà con costi indiretti in termini di servizi offerti come le mancate entrate Osp e spese di Ama e polizia locale stimati in circa 450mila euro più che bilanciate dalle entrate dell’indotto come la tassa di soggiorno e gli investimenti per il rifacimento delle strade.

Anche il gruppo capitolino del Pd ha espresso voto favorevole alla mozione. “Pensiamo che la Formula E sia un’iniziativa di particolare pregio perché legata alle energie rinnovabili e che debba essere portata avanti con forza dal Comune” ha detto la capogruppo capitolina del Pd Michela Di Biase.

Cinquequotidiano aveva anticipato la notizia dell’evento il 17 novembre dello scorso anno (vedi Link http://cinquequotidiano.it/politica/campidoglio/2016/11/17/formula-e-roma-progetto-ambizioso-diacetti-indotto-40-milioni/) spiegando che l’iniziativa è stata promossa da Eur spa, Il suo presidente Roberto Diacetti ci spiegò che l’idea era nata da un protocollo sottoscritto fra Eur spa, Enel e un dipartimento di studi ecologici della Sapienza, per sperimentare proprio all’Eur la mobilità elettrica che vuol dire le colonnine per i vicoli elettrici, ma più in generale l’ammodernamento energetico di tutto il quartiere.

Diacetti ne aveva in precedenza parlato con il patron della formula E, Alejandro Agag, businessman noto alle cronache internazionali, spiegandogli che se i soldi ce li mettono loro l’operazione sarebbe stata possibile. Detto fatto, gli commissiona il piano di fattibilità dell’evento, ma la condizione fondamentale era che l’amministrazione capitolina fosse d’accordo.

Per quanto riguarda il tracciato, Diacetti ipotizzava di coinvolgere la parte storica dell’Eur e di consentire la visione della gara dai parchi (Tre Fontane, Luneur) oltre che dalle tribune a pagamento. Il costo della manifestazione a carico della Formula, sarebbe di circa 12 milioni, ma l’indotto dovuto alle presenze potrebbe anche sfiorare i 40 milioni di euro a beneficio dell’Urbe.

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